La posta del cuore

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La posta del cuore

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Oggetto: info agenzie di traduzione
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Data: 17 novembre 2009, 19:09

Cara Qabiria,

mi sono dottorata l’anno scorso e finora le mie esperienze lavorative hanno avuto a che fare col mondo universitario, e alla scadenza del contratto, a parte qualche sporadico lavoro, sono rimasta al palo. Ho provato a mandare una quantità di curriculum che ormai ho perso il conto, ma non ho mai ricevuto risposta. Perché nelle agenzie di traduzione nessuno mi considera?!? La rete, in tal senso, non mi è stata di grande aiuto, quindi a questo punto chiedo aiuto a te.
Grazie in anticipo per i tuoi preziosi consigli.

Una traduttrice disperata


Cara traduttrice disperata,

premetto che sto dando per scontato che tu voglia guadagnarti da vivere con le traduzioni, non avere qualcosa da fare a tempo perso. Innanzitutto ci vuole pazienza e non bisogna scoraggiarsi. Le agenzie di traduzione non sono cattive come sembrano, si tratta del tuo approccio. Il tuo errore è evidente nella frase "ho perso il conto", che significa che hai scelto completamente a caso i potenziali clienti da contattare, senza sapere chi sono né quanti sono, che non hai tenuto traccia del primo contatto e di conseguenza non hai ricontattato personalmente nessuno, quando non ottenevi risposta.

Per passare da qualche lavoretto sporadico a fare della traduzione una professione ci vuole soprattutto un cambio di mentalità, cominciando a pensare almeno in parte con uno spirito imprenditoriale. Questo significa una sola cosa: badare ai soldi fino all’ultimo centesimo, come Paperon de’ Paperoni, perché la traduzione è una bellissima attività, ma in fin dei conti deve permetterti di campare. Quindi se fai qualcosa in quella direzione, lo devi fare sapendo dove vuoi arrivare: niente improvvisazione. Che tradotto vuol dire: non serve mandare 300 curriculum ad altrettanti indirizzi pescati a caso in rete e poi mettersi ad aspettare che arrivi qualche lavoro.

Molti nella tua stessa situazione entrano nei forum e nelle liste di discussione tematiche, chiedendo genericamente "informazioni". Mi piacerebbe fornire sempre a tutti un orientamento personalizzato, ma spesso è difficile capire dalle loro domande che cosa hanno davvero in mente, e forse non lo sanno neanche loro. Non esiste la formula magica e neanche i consigli che ti posso dare io pretendono di essere infallibili, ma intendono segnare un percorso sistematico da seguire per non continuare ad andare allo sbando. Quindi ti consiglierei di spendere (se te lo puoi permettere) qualche settimana, un mese al massimo, a stilare un mini business plan. Niente paura, non servono cose particolarmente elaborate: sarà soprattutto per te stessa, per capire cos’hai in mente e charirti le idee.

Come afferma David Allen, per riuscire a portare a termine un proposito è fondamentale avere una visione del risultato finale: all’atto pratico il nostro mini business plan sarà un normalissimo documento elettronico (meglio se OpenDocument) di 3 o 4 pagine. Questo documento conterrà una serie di informazioni strutturate e suddivise per argomento:

  1. Analisi esterna: come funziona il mercato?
  2. Analisi interna: che cosa ho da offrire?
  3. Obiettivi e strategia: che cosa ne voglio ottenere e come?
  4. Piano d’azione: le azioni concrete da intraprendere.

Lo scopo di tutto questo è stabilire dei criteri in base ai quali prenderai le tue decisioni, per esempio a quale tipo di clienti (es. agenzie di traduzione/localizzazione, case editrici, ecc.) ti proponi e in quali paesi (le condizioni e le tariffe cambiano parecchio da uno all’altro). Puoi decidere di diventare un "mulo" che macina pagine e pagine al giorno, non dice mai di no e offre una qualità accettabile, in linea con una tariffa medio-bassa. Oppure puoi aspirare a distinguerti per qualche tua conoscenza specifica, tanto da poter essere molto esigente con le tariffe, e se un giorno vuoi portare a spasso il cane invece di lavorare, il cliente aspetta senza osare protestare, per quanto urgente possa essere la traduzione.

Innanzitutto guardati intorno e raccogli informazioni sulla professione. È un po’ quello che stai cercando di fare, ma da quanto scrivi sembra che tu non abbia fatto le domande giuste alle persone giuste. Se coltivassi un campo e volessi vendere quello che produce, cosa faresti? Sicuramente non andresti a chiedere informazioni tra i banchi di un mercato, né nel reparto frutta e verdura della Coop. Ogni persona alla quale domandi ti darà una risposta diversa, e altrettanto diverso sarà per te. Paradossalmente sarebbe più utile chiedere a chi ci ha provato ma non ci è riuscito, per non ripetere i suoi stessi errori.

Quindi per cominciare mi rivolgerei alle associazioni di categoria. In Italia ci sono AITI, ANITI e Federcentri, in Spagna ci sono ASETRAD, APETI, ATIC, TRIAC e ATC... (per un elenco completo vedi questa pagina di lexicool.com). Nei siti internet di queste associazioni ci sono spesso molte informazioni utili per coloro che si avvicinano alla professione. Poi andrei avanti a consultare i blog di traduttori, che spesso hanno contenuti interessanti, i forum e le liste di discussione, seguendo un po’ i discorsi dei "veterani" e leggendo le risposte a quelli che hanno fatto le tue stesse domande, il più delle volte sbagliate (ce ne sono sempre una quantità impressionante). Durante questa ricerca vedrai che i tuoi dubbi diventeranno sempre meno generici e sarai in grado di formulare le domande giuste per ottenere dagli esperti le informazioni che realmente ti servono.

La prima parte del business plan conterrà quindi i dati che sei riuscita a raccogliere sul mercato. Anche delle semplici stime vanno bene, per avere almeno un ordine di grandezza del settore in cui hai intenzione di lavorare. Dopodiché fatti questa domanda: cosa so fare? Sembra banale, ma scommetto che non te lo sei mai chiesta. Per mettere insieme tutte le tue competenze, quelle che hai acquisito a scuola e quelle che hai imparato con la pratica, ti può essere utile creare una mappa mentale, magari con il comodo servizio online Bubbl.us. Anche se ti sembra ovvio, metti tutto per iscritto:  le lingue con le quali lavori, se ti dedicherai anche all’interpretariato, i tuoi campi di specializzazione, le tue conoscenze informatiche, ecc. Definisci anche i tuoi limiti, per esempio il massimo numero di parole tradotte al giorno, il tempo che puoi dedicare alla traduzione, ecc.

Dalla cosiddetta analisi SWOT (Strenghts, Weaknesses, Opportunities, Threats), nasce poi la strategia da adottare nella ricerca dei clienti, stabilendo un nesso tra l’analisi esterna e l’analisi interna, secondo questo schema tratto da Wikipedia:

SWOT-
analysis
Analisi Interna
ForzeDebolezze
A
n
a
l
i
s
i

E
s
t
e
r
n
a
Opportunità Strategie S-O:
Sviluppare nuove metodologie in grado di sfruttare i punti di forza dell’azienda.
Strategie W-O:
Eliminare le debolezze per attivare nuove opportunità.
Minacce Strategie S-T:
Sfruttare i punti di forza per difendersi dalle minacce.
Strategie W-T:
Individuare piani di difesa per evitare che le minacce esterne acuiscano i punti di debolezza.


Nel tuo caso non dev’essere eccessivamente approfondita, ma ti può servire anche a definire la tua strategia, per esempio puoi scoprire che per sfruttare un tuo punto di forza dovrai mantenerti aggiornata su un certo argomento, magari assistendo a convegni o prendendo parte a corsi di formazione.

Il passo successivo consiste nel fissarti degli obiettivi concreti da raggiungere, in linea con la strategia che hai appena delineato, che devono essere SMART: Specific, Measurable, Achievable. Relevant e Time-Specific. Cosa vuol dire? Ogni obiettivo dev’essere specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e fissato nel tempo.
Obiettivo non SMART:

  • contattare tutte le agenzie che trovo su internet.

Obiettivo SMART:

  • spedire il CV e telefonare alla persona incaricata della selezione di almeno 50 agenzie nei paesi scelti entro un mese.

La differenza è evidente. E in questo senso il tuo approccio è sbagliato, per due motivi: l’azione che hai realizzato sicuramente non era SMART, e andava fatta alla fine di tutto questo processo, non all’inizio.

Altri esempi di obiettivi SMART:

  • crearmi una pagina web professionale per promuovere la mia attività entro 2 settimane
  • iscrivermi a ProZ, TranslatorsCafe, Aquarius, GoTranslators e TranslatorsBase entro questa settimana

Riguardo a quest’ultimo punto, molti professionisti vedono come un buon investimento quello di acquistare una membership annuale (ProZ la offre anche semestrale), perché il ritorno economico che se ne ottiene è praticamente immediato.

  • seguire un corso di traduzione di pagine web entro il mese prossimo.
  • partecipare a un evento incentrato sulla traduzione entro la fine dell’anno
  • informarmi sulle questioni fiscali della professione (IVA, ritenuta d’acconto, ecc.) entro il primo mese di attività.

Dopo aver messo tutto questo per iscritto, lo devi mettere in pratica alla lettera, fissare degli indicatori e verificare periodicamente se funziona e dà buoni risultati, e modificarlo se necessario. Ma soprattutto non devi fare niente che non sia scritto nel tuo business plan. Un esempio banale: se nel business plan c’è scritto che il tuo limite di parole tradotte al giorno è 2500, non accettare un lavoro di 10000 parole per dopodomani, anche se pensi di potercela fare, magari passandoci le notti. Sicuramente quando hai stabilito il tuo limite, contavi anche il tempo da dedicare al riposo, alle faccende di casa, alla famiglia, alla tua vita sociale, che sono insostituibili.

In bocca al lupo
Qabiria

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