Un ebook reader migliore dell'iPad

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Un ebook reader migliore dell'iPad

Un paio di mesi fa qui in Qabiria abbiamo deciso di acquistare un lettore di ebook (o eBook o e-book: finché non s’imporrà una lezione non saremo puntigliosi riguardo all’ortografia). Gli ebook reader sono dispositivi di lettura di libri elettronici dotati per lo più di tecnologia e-ink, la quale permette di visualizzare il testo a una risoluzione simile a quella di una pagina stampata. L’ottima qualità di visualizzazione (che non stanca la vista, a differenza degli schermi retroilluminati come quello dell’iPad), unita a caratteristiche avanzate (dizionari incorporati, connessione wi-fi, possibilità di aggiungere note, etc.) pian piano rivoluzioneranno il modo in cui fruiamo dei contenuti testuali digitali. Ecco le nostre prime impressioni al riguardo, un mix fra una guida all’acquisto e una recensione.

Dopo aver ponderato varie opzioni, tra cui il promettente Amazon Kindle, in ultima istanza ci siamo decisi per il BeBook Neo / Onyx Boox 60, acquistandolo presso il negozio online di Simplicissimus Book Farm (SBF). SBF è una società italiana pioniera nel settore, che si dedica alla distribuzione di e-reader offrendo inoltre servizi di conversione, produzione e distribuzione di ebook per gli editori, nonché servizi di sviluppo di applicazioni professionali basate sulla tecnologia e-ink. La comunità di appassionati di ebook trova un felice punto d’incontro nel forum moderato di Simplicissimus, su cui abbiamo pubblicato una prima versione del presente articolo, e che vi invitiamo a visitare se desiderate rimanere aggiornati sull’argomento.

Dicevamo che la nostra scelta è ricaduta sul BeBook Neo, per diversi fattori:

  • connettività wireless (wi-fi);
  • schermo touchpad;
  • lunga durata della batteria (una ricarica di 3 ore dura circa 7000 pagine sfogliate);
  • ampio supporto dei formati di eBook più comuni, quali: EPUB, PDF, TXT, HTML, RTF, MOBI, CHM, PDB, JPG, PNG, GIF, BMP, TIFF;
  • possibilità di prendere appunti a mano libera o note via tastiera virtuale;
  • lettore MP3 incorporato

e soprattutto

  • architettura open source basata su Linux.

Oltre a questo, il BeBook Neo (che è una versione rimarchiata dell’Onyx Boox, cambia solo il firmware e il logo serigrafato sulla carcassa) viene venduto a un prezzo inferiore ai 300 euro. Nel mercato "pompato" tipico di una tecnologia nuova, e contando tutte le caratteristiche, è un ottimo prezzo.

L’aspetto esteriore del dispositivo è piacevole, tutto bianco in stile "Apple". Tuttavia, proprio il colore bianco non convince del tutto, per vari motivi:

  • si sporca facilmente
  • contrasta di molto con lo sfondo grigio dello schermo, facendo sembrare quest’ultimo ancor più grigio di quanto è in realtà

Va notato infatti che l’attuale tecnologia e-ink non permette di visualizzare il testo perfettamente nero su sfondo bianco, come una pagina stampata. Il contrasto è dato dai caratteri in grigio scuro sullo sfondo in grigio chiaro. La pagina è comunque leggibilissima nelle giuste condizioni di illuminazione. Gli ereader propriamente detti non hanno uno schermo retroilluminato, come quello di un monitor LCD, ed è quindi sempre necessaria una fonte di luce esterna.

Il retro dell’apparecchio è invece metallico, di color grigio satinato. Al tatto la parte metallica potrebbe dar fastidio: è gelida (a meno che il lettore sia acceso da parecchio tempo) e di una ruvidità sgradevole (soprattutto per quelle persone "allergiche" alla buccia di pesca, per capirci).

A livello di comandi, l’accesso ai tasti è pratico, anche se la pennetta da usare con il touch screen è piuttosto dura da scalzare dalla fessura. La navigazione mediante i bottoni principali è comoda e la risposta è nella norma, anche se a volte bisogna premere un po’ energicamente.

Per quanto riguarda l’ergonomia dell’interfaccia software non c’è molto da dire. Fa quello che deve fare. Si spera che con le prossime versioni del firmware verrà migliorato l’accesso ad alcune funzioni, perché attualmente servono numerosi clic (via stick o via bottone) per accedere alla maggioranza di esse. Cercare un termine nei dizionari richiede almeno 4 clic. Il ricorso a quelle che sarebbero utilissime funzioni (copiare parti del testo in una nota, annotare il testo, ricercare termini, text-to-speech) è reso dunque un po’ difficoltoso da questa complessità. Al contrario, la navigazione online è rapida (nei limiti dell’hardware) e benché con qualche limite riguardo ai contenuti multimedia, la comodità di poter consultare siti web durante la lettura è impagabile.

I libri elettronici si trovano in svariati formati, fra i quali l’epub è quello che offre migliori garanzie di visualizzazione sugli ereader. Purtroppo molti editori continuano a pubblicare testi in formato PDF, forse il peggiore per i lettori di ebook, poiché il PDF nasce per la stampa ed è quindi vincolato a un formato concreto. Una caratteristica essenziale di un buon lettore di ebook è quindi la capacità di interpretare e renderizzare nel migliore dei modi i PDF. Sotto questo aspetto il reflow (la re-impaginazione) del BeBook fa un buon lavoro, a patto che l’originale non sia troppo complesso. Chiaramente, per PDF in formato A4 o simile, se il reflow non funziona o funziona male, è veramente un dramma, perché la lettura sullo schermo da 6 pollici è quanto meno disagevole. Aprire a questo punto una discussione sull’opportunità o meno di leggere tale formato su questi minischermi è al di là dei nostri scopi. Si sa che non è la scelta migliore, ma si fa di necessità virtù.

Tornando alla lettura, ciò che ci ha colpito più sfavorevolmente è l’intensità del grigio dello schermo. Il tono è molto pià scuro di quanto ci si immagini. Questa comunque, è una caratteristica comune di tutti gli ebook reader da 6 pollici, dato che lo schermo è lo stesso per tutti. Oltretutto, come si diceva, il fatto che l’apparecchio sia bianco non fa che accentuare lo scarso contrasto fra testo e sfondo. Un altro aspetto peculiare è la non perfetta piattezza dello schermo. Pare di notare un’impercettibile curvatura (probabilmente un effetto "lente" dovuto alla sovrapposizione del touch screen). È appena percettibile, ma qualcuno dall’occhio fino potrebbe notarlo.

Considerazioni tecniche a parte, la maggiore differenza rispetto alla lettura "cartacea" è sicuramente di carattere percettivo-concettuale. Con un lettore di ebook si perde il concetto di "pagina" e il concetto di "volume (nel senso di ’solido’) letto vs volume da leggere". Per chi è abituato a sfogliare velocemente un testo per scandagliarlo e recuperare le informazioni velocemente, avrà bisogno di un certo sforzo di adattamento per poter fare lo stesso con un ebook. Non si può buttare un’occhiata veloce alla pagina per estrapolare l’informazione, il contenuto di base. Non si può, perché non esiste la pagina in quanto tale... A seconda del font o del livello di zoom selezionati la pagina cambia di dimensioni: le righe visualizzate a schermo incrementano o diminuiscono di numero. Inoltre, non si sa immediatamente (soppesando a mano) in che punto del libro ci si trova. Bisogna fare affidamento sulla barra di avanzamento o (ancora) su elementi visivi (ad es. l’indicazione "pag. ... /...") per capire quanto manca alla fine del testo. Probabilmente tutto questo dipende dal fatto che i 6 pollici sono comunque scarsi per riprodurre l’esperienza di lettura "cartacea". Purtroppo però con gli schermi di maggiori dimensioni si perde in maneggevolezza e portabilità, senza contare l’incremento sostanziale di prezzo.

In generale comunque siamo molto soddisfatti dell’acquisto e lo consigliamo vivamente. Va tenuto semplicemente conto - se non si è mai usato un ebook - che l’esperienza di lettura è diversa e necessita di un periodo di adattamento. D’altro canto, i vantaggi (tipo annotazioni, sottolineature, etc.) di leggere un testo digitale sono ancora limitati da un’interfaccia abbastanza cervellotica, ma sono comunque lì. Con un po’ di pratica si possono sfruttare. In definitiva, l’impressione è quella di avere a che fare con una tecnologia ancora acerba, ma già così abbastanza soddisfacente. Probabilmente, il prezzo da pagare per gli “early adopters”.

 

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