Perché pubblicare un ebook per i traduttori

Perché pubblicare un ebook per i traduttori

Nel mese di maggio del 2012 abbiamo pubblicato un manuale tecnico dedicato a OmegaT, il programma open source di traduzione assistita, intitolato Guida completa a OmegaT: tecniche, trucchi e consigli per traduttori e project manager. Nel presente articolo, che prende spunto dal nostro ultimo intervento presentato alla conferenza organizzata da ProZ a Barcellona il 9-10 giugno 2012, spieghiamo i motivi alla base di quest’operazione e i risultati che abbiamo ottenuto finora.

In estrema sintesi, la nostra iniziativa editoriale è solo un esempio di che cosa può significare per un traduttore l’editoria elettronica, il cosiddetto self-publishing, e può essere riassunta in due f(r)asi:

  • Perché? Posizionarsi e contribuire
  • Risultato? Riconoscimento e contatti

Gestazione del progetto

Questo progetto nasce nel novembre 2010, dopo una riunione dedicata alla strategia di Qabiria. In quell’occasione arriviamo alla conclusione che per poter vendere i servizi di consulenza e di formazione diretti alle agenzie e ai freelance dobbiamo posizionarci in modo più chiaro come “esperti” di tecnologia applicata ai processi di traduzione.

Nel frattempo Sergio è passato a lavorare con un Mac e il modo più semplice per poter gestire gli stessi progetti indifferentemente su Windows e su Mac è usando OmegaT, un CAT tool gratuito che è stato scaricato da quasi trecentocinquantamila utenti nei suoi dieci anni di esistenza. Partecipando alla comunità online del programma, che si raccoglie intorno all’omonimo gruppo di Yahoo!, ci rendiamo subito conto che, seppure la maggioranza delle discussioni lì contenute siano estremamente interessanti, sia per i neofiti, sia per gli utenti più esperti, la ricerca nel forum online risulta stancante e macchinosa. Oltretutto non sono molti i siti dedicati ad OmegaT, eccezion fatta per il sito ufficiale (e ancor oggi, a distanza di due anni, la situazione non è cambiata di molto). Il programma, a nostro parere molto efficace, è quindi meno conosciuto di quanto merita.

Dopo aver raggiunto un discreto livello di conoscenze del programma, decidiamo di scrivere qualche articolo da pubblicare sul nostro sito web. Immediatamente capiamo che potremmo scrivere molte pagine sull’argomento, estraendo le conversazioni più interessanti dal forum e unendole alla nostra esperienza quotidiana. Così decidiamo, forse un po’ avventatamente, di scriverci un intero libro. Pensavamo infatti che un testo del genere potesse interessare i traduttori e le agenzie di traduzione, che rappresentano il nostro pubblico principale. Inoltre, sarebbe stato in assoluto il primo libro su OmegaT. Ci piaceva l’idea di far diventare il testo un punto di riferimento per chi desiderasse informazioni complete sul programma, vista la mancanza di una knowledge base centrale, facilmente consultabile.

Vantaggi

Quale sarebbe il vantaggio per noi? Scrivere un libro è senz’altro un ottimo modo di essere ricordati facilmente. “Ah, Sergio, quello che ha scritto il manuale di OmegaT”, anziché “Ah, Sergio, quello che ha l’agenzia con un bel logo e un nome un po’ strano, che offre servizi di formazione ai traduttori...” Non c’è bisogno di dire quale delle due frasi è più memorabile.

Scrivere un libro è anche un modo di contribuire al progetto OmegaT. Data la sua natura open source, OmegaT si basa sui contributi della propria comunità. A questo punto qualcuno potrebbe sollevare l’obiezione: “Se OmegaT è un progetto open source, perché la vostra guida non è gratis?” Si tratta di un malinteso abbastanza frequente. Una cosa è il programma sviluppato e la sua documentazione, che sono pubblicati con licenza open source e quindi liberamente distribuibili e modificabili; un’altra è il materiale originale riguardante il programma che chiunque può scrivere, che non per forza deve essere disponibile gratuitamente. Si prenda il caso di Linux, Joomla, WordPress, Drupal, tutti sistemi open source su cui sono stati scritti centinaia di libri, che si trovano in vendita in qualsiasi libreria. Vendere servizi o documentazione attinenti un prodotto open source è infatti uno dei sistemi seguiti anche dagli stessi programmatori per potersi guadagnare da vivere: si “regala” il programma, ma si vendono le ore di consulenza, formazione, configurazione, ecc.

Noi abbiamo deciso di vendere il manuale a un prezzo ragionevole: la versione digitale costa 7,99 euro, che corrisponde a meno di mezz’ora di lavoro di un traduttore professionista. Il paperback costa di più, 17,99 euro, perché dobbiamo coprire i costi vivi della stampa. Considerate le ore di lavoro spese per questo progetto e i vantaggi che se ne ricavano dalla lettura, crediamo che sia un prezzo onesto.

Come scrivere un ebook e come distribuirlo

Dopo aver deciso di scrivere il libro, dobbiamo organizzarne la stesura e la pubblicazione. Fra i nostri clienti c’è Simplicissimus Book Farm, una società italiana specializzata in editoria elettronica. Ci sembra dunque naturale chiedere consiglio a loro sul miglior modo di pubblicare un ebook: quali sono gli strumenti più adatti per redigere il testo in modo collaborativo, quali gli standard da seguire, ecc.

Grazie al loro aiuto e a una buona dose di ricerche personali, impariamo che il formato più comune è l’EPUB (poco più che una serie di file HTML zippati, non esattamente alta tecnologia, per capirci). Il modo migliore di iniziare sarebbe dunque usare un editor di EPUB (ne esistono alcuni), oppure un semplice editor di HTML. Tuttavia, noi abbiamo la necessità di creare sia una versione cartacea che una digitale allo stesso tempo. Purtroppo non c’è un modo facile di ottenere lo stesso livello di accuratezza in entrambi i formati contemporaneamente, perché nel formato EPUB, essendo basato sull’HTML ed essendo renderizzato in modo leggermente diverso su dispositivi diversi, non è consentito (consigliato) l’uso di formattazione speciale (come le tabelle, ad esempio). L’unico framework in cui si può redigere il manuale una sola volta per poi compilarlo nei due formati di destinazione (PDF per la stampa e EPUB per l’ebook) è LaTeX. Avendo già tradotto qualche manuale in LaTeX, lo conosciamo a sufficienza da giudicarlo troppo complicato per i nostri scopi.

Quindi, semplicemente, diamo per scontato che a un certo punto dovremo separare la formattazione dell’EPUB da quella del paperback, creando in definitiva due sorgenti da un’unica matrice. Dopo una prima stesura in Microsoft Word, scopriamo una macro che converte direttamente da OpenOffice a EPUB, quindi decidiamo di migrare da Word a OpenOffice (LibreOffice, per essere precisi). Al termine della fase di redazione e di revisione, formattiamo il testo in LibreOffice, per generare il PDF da inviare alla tipografia. Successivamente eliminiamo tutta la formattazione non supportata dall’EPUB. Questo è un lavoro piuttosto lungo. Con il senno di poi, anziché partire dalla versione formattata, eliminare il formato e generare l’EPUB via macro, sarebbe stato forse più rapido partire da una versione in solo testo, aggiungendo direttamente il codice HTML necessario per l’EPUB.

Una volta approntati i contenuti, li mandiamo ad alcuni colleghi e amici, per avere un primo riscontro e agire di conseguenza. Chiediamo anche a uno di questi, Andrea Spila, direttore della European School of Translation di Roma, di scriverci l’introduzione. Andrea accetta e noi lo ringraziamo sentitamente.

Manca ancora la copertina, che elaboro personalmente usando un’immagine di archivio di un robot di latta. Casualmente, alcune settimane dopo la pubblicazione Sergio troverà lo stesso modello di robot in un negozio di Barcellona: un colpo di fortuna che ci consentirà di realizzare altre immagini coordinate e persino un video con il robot come protagonista.

Con le due versioni pronte, l’EPUB e il PDF prestampa, ci registriamo su Narcissus, la piattaforma creata e gestita da Simplicissimus Book Farm per l’autopubblicazione. Dato che il testo è scritto in italiano, ci dirigiamo inizialmente al solo mercato nazionale, coperto egregiamente dalla distribuzione su 29 ebook store diversi garantita da Narcissus.

Dopo la registrazione, carichiamo i file e attendiamo che Narcissus faccia il resto. Attiviamo anche il servizio print-on-demand, lanciato da pochissimo. A differenza di Lulu.com, per attivare il servizio è necessario ordinare 25 copie del libro, o per meglio dire, il costo di attivazione comprende 25 copie della versione cartacea. Per noi va benissimo, dato che possiamo vendere queste copie direttamente in occasione dei corsi e degli incontri a cui partecipiamo regolarmente.

La fase di promozione

Dopo la pubblicazione viene la parte più difficile: farsi conoscere. Per promuovere il libro intraprendiamo una serie di azioni:

  • creiamo una landing page sul nostro sito, con un’offerta lancio;
  • realizziamo un mailing a tutti i nostri contatti;
  • diffondiamo la notizia sui social media, soprattutto sfruttando gli oltre 1100 followers che abbiamo su twitter;
  • creiamo un video promozionale e lo pubblichiamo su YouTube;
  • selezioniamo un centinaio di docenti di traduzione in diversi centri universitari italiani e inviamo loro i dettagli del nostro libro, compresa una copia omaggio a chi ne fa richiesta.

Risultati e conclusioni

Abbiamo deciso di scrivere un manuale tecnico dedicato a un programma di traduzione assistita open source per promuovere le nostre competenze, per dimostrare e attestare le nostre conoscenze sull’argomento e per contribuire al progetto. Riteniamo di aver raggiunto almeno una parte degli obiettivi che ci eravamo proposti, poiché i colleghi ci conoscono ora come esperti di OmegaT e di procedimenti complessi di traduzione, almeno sui forum italiani.

Abbiamo scelto il digitale e la tecnologia on-demand come mezzi di distribuzione, per poter raggiungere il massimo numero di lettori possibile con un investimento iniziale il più contenuto possibile.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che non abbiamo compiuto quest’operazione per meri scopi di lucro, poiché la quantità di ore investite nel progetto supera – e di molto – qualsiasi realistica aspettativa di introiti basati sulle vendite. Difatti il nostro obiettivo iniziale è quello di vendere solo 100 copie durante il primo anno. Questo calcolo deriva dalla seguente considerazione: OmegaT è stato scaricato soltanto 7000 volte da utenti basati in Italia negli ultimi 10 anni, quindi vendere 100 copie significa raggiungere circa l’1,5% di questi utenti potenziali, una percentuale piuttosto alta in termini relativi.

Ma forse il risultato più importante è la quantità di connessioni che abbiamo stretto dopo la pubblicazione del libro. Grazie ad esso siamo entrati in contatto con varie organizzazioni (associazioni di traduttori, aziende, ecc.) interessate a offrire corsi su OmegaT. Abbiamo anche avuto l’occasione di entrare in contatto con gli sviluppatori di OmegaT, finanziando alcune nuove feature del programma. E infine alcuni nostri articoli sono stati ospitati su altri blog e su una rivista online.

Prossimi passi

La nostra intenzione è rendere disponibile la Guida completa a OmegaT a un pubblico internazionale, traducendola in spagnolo e in inglese. La traduzione in spagnolo è già stata iniziata, con la collaborazione di alcuni studenti dell’Università di Alicante e di alcuni traduttori freelance. Per l’inglese siamo invece alla ricerca di collaboratori volontari. Nei prossimi mesi offriremo anche pacchetti di formazione, con la Guida inclusa nel prezzo come materiale del corso.

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