Utilizzare Microsoft Translator con OmegaT

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Utilizzare Microsoft Translator con OmegaT

Dalla versione 2.6.1 update 2 omegaT, il programma di traduzione assistita gratuito e open source, consente di visualizzare i risultati del traduttore automatico di Microsoft in un apposito riquadro, come supporto ai propri progetti di traduzione.

Microsoft Translator come alternativa a Google Translate

La procedura per configurare Microsoft Translator in modo che si possa usare con OmegaT è molto semplice ed è simile a quella usata per Google Translate: basta inserire due codici in OmegaT. Ottenere questi due codici non è invece banalissimo e senza una guida un utente poco esperto può perdersi facilmente.

A livello teorico OmegaT si appoggia all'API di Microsoft Translator, che è l'interfaccia di solito utilizzata dai programmatori per includere la funzionalità di traduzione automatica in altri programmi. Per poter utilizzare questa interfaccia è necessario essere utenti registrati di Windows Azure Marketplace. Azure è il sito in cui è possibile acquistare e vendere applicazioni SaaS (Software as a Service) e set di dati. Microsoft mette a disposizione Microsoft Translator come set di dati. Viene offerto gratuitamente fino a 2.000.000 (due milioni) di caratteri al mese, che corrispondono all'incirca a un migliaio di pagine stampate.

In primo luogo è necessario procurarsi le credenziali di accesso ad Azure Marketplace. Questa trafila va fatta una sola volta. La procedura completa è esposta in questo tutorial: http://blogs.msdn.com/b/translation/p/gettingstarted1.aspx. Al punto 3.2 è necessario indicare un Name e un Redirect URI qualsiasi. Infatti questi campi fanno riferimento all'applicazione dell'utente, ma dato che noi useremo OmegaT, non sono rilevanti. L'importante è annotare il ClientID e il ClientSecret generati durante la registrazione, perché sono i due codici che andranno inseriti in OmegaT. Se ci si è dimenticati di salvare questi due dati, è sempre possibile visitare la pagina delle proprie applicazioni e fare clic su Edit per visualizzare i codici.

La seconda parte del procedimento consiste nell'inserire i due codici in OmegaT. È possibile farlo in due modi:

  • modificando il file di configurazione o
  • modificando il file che avvia il programma.

Chi lavora in Windows deve:

  1. accedere alla cartella di installazione di OmegaT (di solito C:\Program Files\OmegaT)
  2. aprire il file OmegaT.l4J.ini
  3. togliere il carattere di cancelletto dalle due righe che iniziano con "#Dmicrosoft.api.client_id" e "#Dmicrosoft.api.client_secret"
  4. aggiungere rispettivamente il Client ID e Client Secret al posto delle "xxxxx".

Chi usa invece Linux o avvia OmegaT con un file .bat deve aggiungere gli argomenti  -Dmicrosoft.api.client_id=xxxxx -Dmicrosoft.api.client_secret=xxxxx su una stessa riga al termine del comando di avvio, sempre sostituendo le xxxxx con i codici previamente ottenuti (si noti la presenza, obbligatoria, del trattino che precede i nomi degli argomenti).

Da questo momento in poi OmegaT visualizzerà i risultati di Microsoft/Bing Translator nel riquadro della traduzione automatica. È anche possibile attivare più di un traduttore automatico alla volta, per confrontarne i risultati, ad esempio. Senza aprire il dibattito sull'utilità e la convenienza di questi strumenti, ci limitiamo a dire che nella nostra esperienza pratica, in alcune combinazioni linguistiche, come ES > IT, Microsoft Translator si è comportato meglio di Google Translate. Il nostro consiglio è di provare e giudicare da soli.

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