La Giornata del Traduttore 2014: il valore della condivisione

La Giornata del Traduttore 2014: il valore della condivisione Foto di Angela Stelli di Graficaperte

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di partecipare a un evento dedicato al variegato mondo della traduzione: la seconda edizione della Giornata del Traduttore, tenutasi a Pisa il giorno 20 settembre e inaugurata il giorno precedente da due laboratori. Il tema dell’edizione di quest’anno, rappresentato dal motto “Prepariamoci a un mondo diverso”, era il ruolo del traduttore nell’internazionalizzazione delle imprese. Eventi del genere sono l’occasione perfetta per incontrare i principali esponenti del settore, confrontarsi con loro e trovare spunti di approfondimento. Ebbene, le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte. La manifestazione ha riscosso un grande successo fra i partecipanti, che hanno trascorso due giorni interi all’insegna del confronto, della collaborazione e dell’arricchimento reciproco, grazie a una scrupolosa organizzazione, al buon livello dei relatori, al contributo degli sponsor e al sostegno degli enti locali (con la presenza del vicesindaco di Pisa).

La Giornata è stata preceduta da due incontri di formazione e orientamento, inaugurati dal laboratorio “La bottega virtuale del traduttore: esperienze pratiche di traduzione e revisione” di Anna Mioni. I partecipanti, che avevano già tradotto alcuni brani forniti dalla docente, hanno avuto la possibilità di revisionare i loro lavori facendo tesoro dei consigli offerti dalla docente, traduttrice di lunga esperienza e perfetta conoscitrice del panorama editoriale italiano. L’incontro ha inoltre offerto numerosi momenti di riflessione sulle problematiche legate alle esigenze del mercato editoriale.

A seguire si è svolto il workshop “La cassetta degli attrezzi del traduttore: le 10 applicazioni indispensabili”, diretto da Andrea Spila e Marco Cevoli. I due, traduttori e formatori, con l’ausilio della famigerata tecnica “Pomodoro” hanno offerto la loro personalissima selezione di strumenti online, multipiattaforma e per lo più gratuiti, in grado di aiutare i traduttori e le agenzie a ottimizzare i tempi, gestire l’attività con la massima efficienza, incrementare la produttività e costruire sapientemente una rete di contatti e clienti. Adottando un approccio pragmatico e concreto, Andrea e Marco hanno messo a disposizione dei partecipanti la loro vasta esperienza nel settore dell’informatica applicata alla traduzione, dispensando consigli pratici e mirati per avvicinarsi alle tecnologie con fiducia, entusiasmo… e una buona dose di fatalismo (la presentazione ad accompagnamento di questo laboratorio è disponibile nella sezione Presentazioni).

La giornata vera e propria ha visto l’intervento di numerosi relatori provenienti dal settore della traduzione e dell’economia, i quali hanno illustrato le nuove sfide che il traduttore si ritrova ad affrontare nell’ambito dell’internazionalizzazione. Gli interventi sono stati tutti interessanti e pertinenti, ricchi di spunti di riflessione, mai banali. Molteplici gli approcci adottati:

  • lo spirito analitico di Giovanni Roncucci, che ha illustrato il concetto di internazionalizzazione come strategia d’impresa e ha ribadito quanto sia importante, al giorno d’oggi, combattere contro l’individualismo che impedisce all’Italia di competere nel mercato globale;
  • il pragmatismo di Andrea Spila, che ha voluto dare voce a chi ha saputo raccogliere le sfide della globalizzazione instaurando una fruttuosa collaborazione tra aziende e traduttori, intesi come mediatori linguistici e culturali;
  • l’accuratezza tecnica di Laura Scalabrini e Raffaele Tutino, che hanno presentato la localizzazione software sottolineando i duri vincoli imposti dal time-to-market, dai formati non sempre agevoli e dalla consueta mancanza di contesto;
  • l’ironia a tratti “dissacrante” di Marco Cevoli, che ha raccontato la sua esperienza nell’ambito della traduzione di siti web senza tralasciare gli aspetti poco piacevoli e più snervanti del mestiere del localizzatore;
  • il realismo disincantato di Anna Mioni, che ha illustrato gli effetti che l’e-commerce sta avendo sul mercato editoriale, un mondo in cui i traduttori letterari devono imparare a barcamenarsi per ottenere il giusto riconoscimento che il loro lavoro merita;
  • la chiarezza descrittiva di Barbara Ronca, che avvalendosi di alcuni esempi ha presentato i molteplici aspetti legati alla traduzione dei testi di viaggio, un macrogenere fatto di varie tipologie testuali che richiede al traduttore competenze sempre diverse;
  • la praticità di Giuseppe Bonavia, che ha chiuso i lavori della giornata chiarendo le idee su alcune fra le più farraginose questioni fiscali, come le comunicazioni Intrastat, i modelli blacklist e la fatturazione delle operazioni con l’estero.

Degni di nota anche i momenti dedicati al networking, come l’apericena che ha avuto luogo il venerdì sera all’Hotel Duomo e il pranzo di sabato al Palazzo dei Congressi. Sono stati momenti davvero intensi, in cui i partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscersi, condividere le loro storie, rivolgersi ai relatori in un contesto più informale e trovare nuove idee di collaborazione. L’organizzazione è stata impeccabile: Sabrina Tursi, Andrea Spila, Daniela Corrado, Raffaella Moretti, Chiara Serani e Angela Stelli hanno curato ogni minimo particolare, arricchendo il tutto con la loro simpatia e impagabile disponibilità. E tra una risata, un bicchiere di vino e uno sguardo estasiato alla bellissima piazza dei Miracoli, mi sono chiesta perché mai un traduttore dovrebbe decidere di chiudersi in una torre d’avorio e perdersi l’inestimabile valore della condivisione. Come dice il proverbio africano, sarà anche vero che da soli si va più in fretta, ma insieme si va più lontano. E la Giornata del Traduttore ne è stata una conferma.

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