Guida all’apertura della partita Iva in Italia: una scelta ponderata

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Guida all’apertura della partita Iva in Italia: una scelta ponderata

Disclaimer: Le informazioni contenute nel presente articolo erano aggiornate al momento della stesura (novembre 2014). Gli utenti sono pregati di informarsi sugli eventuali cambiamenti avvenuti dopo tale data.

Questa guida mira a fornire gli strumenti per orientarsi in un panorama alquanto complicato e in continuo cambiamento, tipico della realtà italiana. Essere traduttore o interprete professionista in Italia richiede l’adempimento degli obblighi di legge per quanto riguarda la natura giuridica e fiscale della propria figura professionale.

In questa guida, troverai i requisiti fondamentali per poter aprire la partita Iva in Italia, i regimi vigenti e alcuni suggerimenti su come effettuare la scelta migliore. Questa guida è stata scritta nel novembre 2014: per ogni eventuale modifica, rimandiamo al prossimo aggiornamento.

Attenzione: il DdL di stabilità 2015 prevede delle modifiche ai regimi esistenti, ad esempio al regime dei minimi, per cui potrebbe essere opportuno valutare caso per caso. Ti consigliamo di tenerti sempre aggiornato, ad esempio qui: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-10-22/partite-iva-2015-arriva-nuovo-regime-minimi-scopri-quanto-ne-sai-170408.shtml?rlabs=1 .

A chi si rivolge questa guida?

Se sei un traduttore o un interprete che desidera lavorare con più committenti, residenti in Italia o all’estero, e desideri occuparti di traduzione non editoriale, allora aprire la partita Iva rappresenta un percorso naturale e il primo passo verso la costituzione della tua impresa individuale.

Attenzione alle “false partite Iva”: se ti è stato proposto di lavorare con un solo committente e di aprire partita Iva, allora stai subendo “una frode”: uno dei requisiti fondamentali per aprire la partita Iva è di avere almeno 2 committenti. Una proposta di questo genere di solito mira a liberare il committente da tutti gli oneri legati alla gestione del dipendente, sia economici che legati alle indennità previste per legge (ad esempio, malattia, maternità, ferie, ecc.).

Se invece ti occupi di traduzione editoriale, allora non è necessario aprire partita Iva: per ogni dettaglio e aggiornamento, rimandiamo al sito del sindacato dei traduttori editoriali (STRADE) e all’ottima guida su come scegliere il proprio regime fiscale: http://www.traduttoristrade.it/regime-fiscale/

Perché aprire la partita Iva?

Il primo passo fondamentale è quello di immaginarti come imprenditore già prima di aprire la partita Iva: questo ti consentirà di effettuare scelte ragionate e di conoscere in anticipo, almeno parzialmente, tutti i fattori che devi considerare prima di intraprendere la carriera in maniera professionale.

Essere imprenditore significa innanzitutto avere un business plan dal giorno 'zero': anche le ditte individuali, ed è questo il nostro caso, hanno un fatturato, dei costi e soprattutto devono versare i contributi finalizzati all’ottenimento della pensione, al termine della propria attività. Sebbene l’età del pensionamento possa sembrare in questo momento molto lontana, considerando le aliquote percentuali previste dai vari regimi esistenti, sarebbe quanto meno incauto non valutare questo tributo. Il business plan aiuta il professionista a conoscere il mercato, stimare il proprio fatturato, ipotizzare i costi deducibili e, considerando gli obblighi fiscali vigenti, comprendere in ultima analisi quale sarà il “netto” a cui poter aspirare.

Creare un business plan non deve spaventare: in rete esistono moltissimi esempi dedicati al nostro settore e di facile compilazione.Un esempio su tutti, in lingua inglese, può essere consultato (previa iscrizione alla newsletter) qui: http://marketingtipsfortranslators.com/

Come orientarsi?

Il primo fattore da considerare è la forma giuridica: si parla, infatti, di società di capitali, società di persone o ditta individuale. Una volta stabilita la propria forma giuridica, ecco le opzioni disponibili (al novembre 2014):

  • Regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo
  • Regime degli “ex minimi” e regime intermedio
  • Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (nuovi “minimi”)
  • Contabilità semplificata
  • Contabilità ordinaria

Per tutti i dettagli sui nuovi regimi (ossia, le prime tre opzioni dell’elenco puntato), si rimanda al sito istituzionale: http://www.camera.it/camera/browse/561?appro=577&I+regimi+fiscali+agevolati+per+le+attivit%C3%A0+produttive

Per orientarsi, basterà attenersi a questi semplici requisiti:

  • Età (inferiore o superiore a 35 anni, determinante per il tipo di regime)
  • Fatturato annuo (fino a 30.987,41 Euro per i professionisti del nostro settore o superiore)
  • Non aver svolto negli ultimi tre anni attività di lavoro autonomo (determinante per il tipo di regime)
  • Non considerare l’attività per cui si apre partita Iva come mera prosecuzione di altra attività svolta precedentemente (determinante per il tipo di regime)

Contabilità semplificata

La contabilità semplificata può essere scelta sia dalle società di persone che dalle ditte individuali, anche familiari o coniugali, con fatturato inferiore a 400.000 euro annui per attività di servizi, 700.000 altrimenti. Chi rientra in questo particolare regime contabile agevolato ha la possibilità di tenere la contabilità in maniera semplificata, essendo previsto l’esonero dalla redazione dei registri contabili obbligatori, fatta eccezione per il registro dei beni ammortizzati e i registri IVA (con acquisti, vendite e corrispettivi).

Attenzione: sebbene il reddito possa non raggiungere i 400.000 Euro/annui, altri requisiti possono determinare la scelta di questo regime, con i suoi vantaggi e svantaggi! Occorre, inoltre, ricordare che le aliquote fiscali (ad esempio INPS e IRPEF) vanno sempre calcolate sull’imponibile, a cui sottrarre eventuali detrazioni (purtroppo, il calcolo non è semplicissimo).

Contabilità ordinaria

Società di capitali, ditte individuali o una società di persone che superino i limiti di fatturato sopra esposti sono obbligati al regime della contabilità ordinaria alla quale, come dice lo stesso nome, vengono applicate le ordinarie regole contabili e fiscali senza semplificazioni o agevolazioni.

Vanno quindi versati IRPEF, addizionali, IRAP, IVA. È necessario conservare tutti i documenti emessi e ricevuti e compilare i seguenti registri:

  • libri sociali;
  • libro giornale;
  • libro degli inventari;
  • registro delle fatture di acquisto;
  • registro delle fatture di vendita;
  • registro dei beni ammortizzabili;
  • registri dei dipendenti.

Come aprire la partita Iva?

Effettuare questa operazione è molto semplice: basta compilare il modello di inizio attività, disponibile presso l’Agenzia delle entrate (modello AA9/11 per le persone fisiche (ditta individuale, lavoratore autonomo) o modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche (attività in forma societaria)).

Questo modello va consegnato allo sportello Iva dell’Agenzia delle entrate di competenza (la più vicina al proprio domicilio fiscale), esibendo un documento di riconoscimento, oppure su delega presso qualsiasi studio di un consulente del lavoro o di un commercialista. È possibile anche l’invio telematico, preferibilmente presso un professionista abilitato (consulente del lavoro o commercialista) mediante un software scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite la procedura “Comunica“ della Camera di Commercio.

 

Attenzione: quando si compila il modulo di inizio attività, occorre specificare il proprio codice ATECO 2007 (per la nostra categoria è 74.30.0 Traduttori e Interpreti).

Iscrizione al VIES (VAT Information Exchange System): questo servizio consente agli operatori commerciali titolari di una partita IVA che effettuano cessioni intracomunitarie, di verificare la validità del numero di identificazione IVA dei loro clienti, attraverso il collegamento con i sistemi fiscali degli Stati membri dell'Unione Europea. Tipicamente, l’iscrizione al VIES viene richiesta quando si lavora con clienti esteri, come forma di controllo. Si tratta di un’iscrizione gratuita che deve essere effettuata online sul sito:https://telematici.agenziaentrate.gov.it/IstanzaVIES_Web/login.jsp

Quando aprire la partita Iva?

L'apertura della partita Iva deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività lavorativa o della costituzione della società.

In conclusione

Nell’introduzione a questa guida abbiamo sottolineato l’importanza di avere un business plan dal giorno ‘zero’: alla luce di tutti gli adempimenti fiscali necessari, ti sarà chiaro più che mai che prevedere il tuo fatturato e tutte le spese connesse, oltre alla passione per il lavoro che fai, è un aspetto fondamentale per riuscire ad affrontare la professione con serenità. Conoscere in maniera esauriente gli adempimenti fiscali ti permette anche di concordare tariffe più giuste con il committente: un professionista che conosce il proprio “valore netto” sarà in grado di accettare o rifiutare una proposta, contrastando la corsa al ribasso a cui assistiamo oggi in un mercato che è, da tempo, globale. Ti consigliamo, almeno all’inizio, di avvalerti della collaborazione di consulenti del lavoro o di commercialisti, che possono tenere la contabilità per te, consigliandoti per orientarti nella giungla legislativa in costante cambiamento.

Ci sono poi associazioni professionali, come TradInfo, il cui unico scopo è quello di accompagnarti e creare una rete di sostegno che ti consenta di essere un traduttore o interprete migliore, ogni giorno.

Bibliografia:

  • www.camera.it
  • www.pmi.it
  • www.professionisti.it
  • www.ilsole24ore.com
  • www.agenziaentrate.gov.it
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