Come affrontare un progetto complesso di traduzione in inglese di articoli scientifici

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Come affrontare un progetto complesso di traduzione in inglese di articoli scientifici

Retroscena di un progetto di traduzione e impaginazione di file LaTeX svolto da Qabiria.

Verso la fine del 2016 abbiamo ricevuto una richiesta piuttosto inconsueta, attraverso il modulo di contatto del nostro sito web: un’impiegata di un’università giapponese stava cercando traduttori con competenze di LaTeX per la traduzione, e successiva impaginazione, di una serie di articoli scientifici, nello specifico attinenti alla fisica, per conto di uno dei ricercatori del centro.

Molto sopresi da questo messaggio, abbiamo scambiato qualche mail con gli interessati per capire meglio di che cosa si trattasse e, al tempo stesso, scongiurare che ci fossero aspetti “oscuri”, una forma di scetticismo più che normale quando si viene contattati da sconosciuti via internet senza alcuna referenza.

Non immaginavamo certo che questo progetto si sarebbe rivelato uno dei più interessanti della quasi decennale vita di Qabiria. Si trattava infatti di tradurre una dozzina di articoli dal francese, tedesco e italiano in inglese, per poi impaginarli in formato LaTeX e quindi esportarli in PDF. L’aspetto più affascinante dell’intera vicenda è che il cliente ci aveva trovati grazie a una semplice ricerca online, scegliendo alcune precise parole chiave, fra cui, appunto “LaTeX”. Alla fine, tanto impegno nella stesura dei contenuti del sito stava dando i suoi frutti. Per chi non avesse familiarità con LaTeX, si tratta di un sistema di creazione di documenti complessi, molto potente e versatile, usato per lo più dalla comunità accademica e scientifica, ma anche da molti studi di ingegneria e agenzie di technical writing. Ne abbiamo parlato in un altro paio di articoli, precisamente in “Come tradurre un manuale tecnico scritto in LaTeX” e “Il paradiso della composizione tipografica: breve introduzione a LaTeX”, a cui rimandiamo per approfondimenti.

Gli articoli da tradurre, in formato PDF, per le loro caratteristiche, rendevano il progetto particolarmente complesso, sia a livello tecnico che linguistico.

  • Innanzi tutto, gli articoli erano in formato non editabile, sotto forma di PDF derivanti da fotocopiatura degli originali cartacei, a volte con una risoluzione piuttosto bassa che comprometteva la lettura di alcuni simboli (contenuti nelle numerose equazioni, ma anche nel testo) dando adito a fraintendimenti, potenzialmente molto pericolosi, data la natura dei testi.
  • A loro volta, questi originali erano estratti di libri pubblicati alla fine del XIX secolo, quindi scritti in una lingua piuttosto arcaica, non sempre facile da interpretare.
  • La qualità delle scansioni non era uniforme e in alcuni casi tutt’altro che ottimale: alcuni articoli erano stati digitalizzati senza ulteriore ripulitura, per cui certe pagine apparivano con un pesante sfondo grigio e in alcuni punti la lettura risultava difficoltosa.
  • Il punto senz’altro più critico era la presenza di centinaia di equazioni, talvolta espresse con la notazione dell’epoca, diversa da quella moderna accettata dalla comunità scientifica internazionale.
  • Per finire, uno dei PDF presentava anche una dozzina di grafici, fortunatamente non troppo complessi, ma comunque da riprodurre con un programma di disegno vettoriale per poterli inserire nei documenti finali.

Primo dilemma: il flusso di lavoro

Il primo passaggio delicato è stato il conteggio delle parole, necessario per preparare un preventivo. Il cliente ci aveva già fornito una stima approssimativa delle parole di ciascun PDF. Dopo aver provato alcune soluzioni di OCR con scarsi risultati, sia per la cattiva qualità degli originali, sia per la complessità dei documenti, abbiamo preso la decisione di estrapolare il conteggio totale da un campione di pagine di ciascun documento, arrivando a conclusioni simili a quelle del cliente.

Successivamente abbiamo valutato quale fosse l’opzione più conveniente fra:

  1. formattare in LaTeX il documento originale e dare ai traduttori i file TEX da tradurre, oppure
  2. dare ai traduttori gli originali in PDF e impaginare quindi le traduzioni.

In generale, la prima opzione ha un paio di vantaggi.

  1. Il primo è quello di poter tradurre i file in un programma di traduzione assistita, i cosiddetti CAT tool, velocizzando il lavoro e garantendo l’uniformità terminologica e di progetto. OmegaT, lo strumento CAT che usiamo abitualmente, possiede un filtro per questo tipo di file. Purtroppo però, il filtro non è perfetto, ovvero non riconosce tutti i codici che si possono usare nella struttura del documento, rendendo traducibili parti che non dovrebbero esserlo e viceversa.
  2. Il secondo vantaggio è che una volta tradotto il documento, si hanno già i file pronti nel formato da consegnare al cliente (TEX). Ciò nonostante, è abbastanza probabile che i traduttori alterino inconsapevolmente la struttura del file durante la fase di traduzione e revisione, costringendo quindi l’esperto di LaTeX a rivedere la struttura dei documenti.

D’altro canto, la formattazione a priori dei documenti comporta anche qualche svantaggio.

  1. In primo luogo, si obbligano i traduttori a lavorare con OmegaT, aggiungendo un ulteriore vincolo alla già difficile selezione dei traduttori, dato che questo programma non è fra i più usati nel settore.
  2. A livello di pianificazione invece, anticipare la fase di impaginazione significa dover ritardare l’invio dei documenti ai traduttori.

La seconda opzione, quella di far tradurre i PDF direttamente digitando la traduzione in un file Word, ha anch’essa alcuni vantaggi immediati.

  1. Il primo è quello di far lavorare i traduttori con un elaboratore di testi con cui hanno dimestichezza e che praticamente tutti possiedono.
  2. L’altro vantaggio è che si può avviare la fase di traduzione immediatamente, senza aspettare la preparazione dei file sorgente.

Naturalmente, formattare a posteriori ha uno svantaggio non indifferente:

  • i traduttori non dispongono di un testo digitale da sovrascrivere, ma devono digitare in Word tutta la traduzione.

Per agevolare quest’attività abbiamo deciso dunque di non far scrivere loro le equazioni, né i simboli (principalmente lettere greche) contenuti nel testo. Questo lavoro sarebbe stato sostanzialmente inutile, perché avremmo dovuto comunque riscrivere tutte le equazioni nel formato caratteristico di LaTeX. Al posto di ogni equazione, così come di ogni simbolo matematico presente all’interno delle frasi, abbiamo concordato di scrivere una sequenza di caratteri facilmente digitabile e isolabile (ad es. @@@), per facilitare la seguente fase di impaginazione.

Se il cliente avesse richiesto la traduzione in più lingue, probabilmente avremmo scelto la prima opzione, cioè avremmo preparato dei file TEX dagli originali in PDF e dato ai traduttori questi file TEX da tradurre. Dato che invece i file erano da tradurre soltanto in inglese, abbiamo scelto la seconda opzione, pattuendo con i traduttori un compenso extra per il lavoro di trascrizione. Infine, l’ordine in cui tradurre i documenti è stato scelto in base al numero di pagine, in modo da garantire un flusso di lavoro costante all’esperto di LaTeX e soddisfare le scadenze imposte dal cliente.

Le persone giuste al posto giusto

Dopo aver risolto le questioni legate al workflow, abbiamo selezionato un team di traduttori con studi superiori di matematica o fisica, imprescindibili per poter comprendere a fondo i testi originali e renderli nel modo adeguato. I professionisti scelti hanno poi svolto una breve traduzione di prova di un estratto degli articoli. La prova è stata valutata e accettata dal cliente (il professore a capo della ricerca era madrelingua inglese) prima dell’inizio della fase di traduzione.

Data la complessità del lavoro di impaginazione, abbiamo selezionato anche un esperto di LaTeX, in grado di preparare i documenti tradotti e di scegliere i pacchetti aggiuntivi del sistema base necessari al progetto (LaTeX è un sistema modulare che consente di installare pacchetti aggiuntivi a seconda delle funzioni richieste). Questa persona, anch’essa con un background scientifico, si è avvalsa della collaborazione di uno studente di Matematica per risolvere vari dubbi legati alla scrittura delle equazioni. C’è da dire che siamo stati molto fortunati, perché abbiamo trovato questo esperto di LaTeX molto vicino a noi, avendo così l’opportunità di riunirci di persona periodicamente per tutta la durata del progetto, allo scopo di analizzare (e risolvere) i punti critici.

Svolgimento senza intoppi

Il progetto è durato in totale circa 9 settimane, durante le quali il nostro team ha tradotto e impaginato in LaTeX quasi 350 pagine di documenti scientifici, corrispondenti a oltre 85 mila parole. Al cliente sono stati consegnati sia i file TEX che i corrispondenti PDF, di cui uno completo di grafici, ricreati in Corel Draw e poi allegati al progetto come EPS/PDF. I file TEX rispondono agli standard in uso nel settore per quanto riguarda l’impaginazione (che segue la classe “article”) e per quanto riguarda il formato delle equazioni. Inoltre tutti i file sono stati debitamente commentati a livello di codice, per consentire eventuali modifiche da parte del cliente senza che fosse necessario interpellarci nuovamente.

Lessons learned

Per Qabiria si è trattato di un progetto veramente coinvolgente, perché ci ha consentito di approfondire le nostre conoscenze di formattazione con LaTeX, dandoci al tempo stesso l’opportunità di contribuire – seppure indirettamente – a un progetto di ricerca e, quindi, di diffondere la conoscenza, in linea con i nostri principi aziendali. Abbiamo avuto anche il piacere di collaborare con professionisti molto qualificati, il cui contributo è stato fondamentale per poter consegnare al cliente un lavoro di cui è rimasto estremamente soddisfatto. Non ultimo, è anche la dimostrazione delle immense potenzialità che il marketing online riserva a chi ha l’abilità – o la fortuna – di farsi trovare dai motori di ricerca.

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