Il traduttore del futuro: alla ricerca dell'equilibrio perfetto fra riconoscimento e reinvenzione

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Il traduttore del futuro: alla ricerca dell'equilibrio perfetto fra riconoscimento e reinvenzione Foto di Angela Stelli di Graficaperte

Breve commento alla V edizione della Giornata del Traduttore, svoltasi a Pisa il 13 e 14 ottobre 2017

Venerdì 13 e sabato 14 ottobre ho avuto il piacere di assistere alla quinta edizione de “La Giornata del Traduttore”, organizzata a Pisa da STL formazione e dalla European School of Translation, nelle figure di Raffaella Moretti, Andrea Spila e Sabrina Tursi, con la collaborazione, fra gli altri, del blog doppioverso e di Qabiria. In queste righe non intendo proporre un resoconto dettagliato della conferenza, anche perché l’articolo di Agnese Duranti sul blog di EST illustra in modo esauriente gli interventi di queste due giornate.

Piuttosto, vorrei valorizzare l’atmosfera della conferenza, soffermandomi sulle impressioni riportate come partecipante. La Giornata del Traduttore è un momento di confronto e scambio tra professionisti del settore, che travalica la tradizionale didattica frontale. Infatti, è proprio la partecipazione attiva del pubblico, propositivo e interessato, l’elemento indispensabile a completare gli interventi dei relatori. Efficace anche l’organizzazione dei contributi, che ha visto quest’anno il susseguirsi di punti di vista differenti: da quello dei clienti, e in particolare i loro comportamenti d’acquisto, a quello dei fornitori del servizio, ossia i traduttori. Il principale obiettivo dell’iniziativa, nonché filo rosso che ha collegato tutti gli interventi, è stato la definizione di strategie efficaci per poter soddisfare le esigenze dei clienti. Altro elemento cardine della conferenza è stato il networking, che ha permesso ai partecipanti di scambiare contatti professionali utili.

I seminari di apertura di venerdì, di Marco Cevoli e Mirko Saini, hanno avuto come temi centrali rispettivamente: personal branding e specializzazione per traduttori, e utilizzo efficace di LinkedIn. Da segnalare la grande affluenza di pubblico, circa 60 persone per ogni laboratorio, suddiviso per questa ragione in due sessioni. Ai due laboratori è stato affiancato il consueto intervento di Giuseppe Bonavia, dottore commercialista specializzato nell’assistere i traduttori liberi professionisti. Da segnalare anche, durante il laboratorio di Marco Cevoli, il lancio del sito DiventareTraduttori.com, un nuovo punto di riferimento per i traduttori alle prime armi.

La giornata di sabato si è aperta con lo speech del business consultant Renato Beninatto, che ha illustrato i comportamenti d’acquisto dei clienti e ha presentato brevemente il suo ultimo libro The General Theory of the Translation Company. Secondo le indagini di mercato esposte, i clienti valorizzano maggiormente la qualità e la puntualità del servizio rispetto al prezzo. Una consegna puntuale e senza errori, seppur più costosa, è comunque preferibile rispetto a una economica, ma tardiva o di scarsa qualità.

Obiettivo del secondo intervento di Mirko Silvestrini, presidente dell’associazione Unilingue e CEO di Rapitrad, è stato la definizione di indicazioni e strategie per collaborare al meglio con un’agenzia di traduzione, al fine di essere competitivi e valorizzati come professionisti affidabili. Il terzo intervento di Katia Castellani, Antenna della DG Traduzione della Commissione europea, ha mostrato i criteri di selezione interni del dipartimento di Traduzione della Commissione Europea e le modalità per fare domanda per uno stage. Il fondatore e CEO di StreetLib Antonio Tombolini ha concluso il ciclo di conferenze della mattina con un avvincente intervento sull’impatto delle nuove tecnologie sul mercato della traduzione editoriale.

Durante il ciclo di interventi della mattina, sono emersi utili spunti di riflessione dai contributi di chi acquista i servizi di traduzione, vale a dire i clienti, le cui esigenze sono a volte difficilmente interpretabili e per questo non adeguatamente soddisfatte. Dopo un pranzo sontuoso, e una breve e interessante presentazione della European Freelancers Week 2017, in collaborazione con ACTA, tenuta dal noto interprete Paolo Maria Noseda, le conferenze del pomeriggio hanno visto come protagonisti i fornitori del servizio, ossia i traduttori.

Gli interventi della traduttrice editoriale Barbara Ronca, della DTP specialist Gemma Capezzone e dell’interprete e business developer Matteo Verna hanno messo in luce gli aspetti salienti di tre figure professionali differenti nel settore, rispettivamente: il traduttore scout, lo specialista di desktop publishing e il traduttore-interprete che offre un servizio di coordinamento per l’internazionalizzazione delle aziende. Gli speech hanno dimostrato come il traduttore possa e debba delineare obiettivi professionali personalizzati sulla base delle proprie competenze specifiche.

All’interno del dibattito conclusivo moderato da Andrea Spila, direttore della European School of Translation, l’empatia, la capacità di giudizio e il pensiero critico sono stati identificati come le caratteristiche qualificanti nel nostro lavoro: non siamo solo traduttori o interpreti, ma anche consulenti che hanno sviluppato abilità specifiche nel leggere i bisogni del committente e nel trovare le risposte più adeguate.

Gli aspetti diversificati della nostra professione su cui erano incentrati gli interventi esemplificano l’amplissima gamma di possibilità di specializzazione e autodeterminazione nel lavoro del traduttore. È stata proprio questa, a mio avviso, la carta vincente della conferenza: avere trasmesso la consapevolezza che la nostra professione non si esaurisce nella traduzione, poiché le nostre competenze si radicano nella formazione e nella capacità di ridefinirsi costanti. Di fatto, come liberi professionisti siamo manager e capi di noi stessi, un’idea certo allettante, che tuttavia comporta un alto grado di responsabilità e di autoregolazione, nonché flessibilità mentale e disponibilità al cambiamento.

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