7 regole d'oro per ottenere la migliore traduzione

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7 regole d'oro per ottenere la migliore traduzione

Trattando come prodotto una commodity, com’è la traduzione, è estremamente importante affermare la propria competitività. Come fare in modo che i clienti non dicano “uno vale l’altro”? Come fare in modo che non si rivolgano a fornitori di servizi a basso costo, accettando una qualità finale spesso scadente?

Certo non possiamo competere sul prezzo, bensì offrendo qualcosa in più degli altri, soprattutto se siamo traduttori o agenzie medio-piccole. Avete mai notato che nei loro siti le agenzie di traduzione si promuovono tutte allo stesso modo? Tutte hanno a disposizione i migliori professionisti madrelingua, offrono traduzioni in tutte le lingue e per qualsiasi argomento dello scibile umano, in tempi brevi e a prezzi stracciati. Lo stesso discorso vale per i freelance, fatte le dovute proporzioni. Quindi non c’è da stupirsi se agenzie e clienti finali finiscono per pensare “uno vale l’altro”. Come quando andiamo a comprare la farina e le uova per preparare la torta di compleanno a nostra figlia: prendiamo le prime che ci capitano sotto mano.

Qual è allora la politica vincente? Dimostrare di poter vendere la torta di compleanno bell’e pronta, e migliore di quella fatta in casa, magari con le candeline, i coriandoli, le trombette e i cappellini colorati compresi nella confezione. Bisogna vendere la torta bell’e pronta, migliore di quella fatta in casa, con candeline, coriandoli, trombette e cappellini compresi nella confezione. Fatta salva la qualità del nostro prodotto, infatti, saremo più competitivi se riusciamo a innovare, applicando le tecnologie vecchie e nuove a disposizione per andare incontro alle esigenze dei clienti, anche e soprattutto a quelle che non sanno di avere. Probabilmente molti clienti hanno una visione vaga del nostro lavoro, e non sanno quali accorgimenti possono prendere per rendere a tutti la vita più facile.

Abbiamo cercato di condensare la nostra esperienza in queste 7 regole d’oro, che certo si possono applicare alla maggioranza dei rapporti di collaborazione lavorativa, ma che sono soprattutto utili e importanti per il nostro settore, nei rapporti sia con i clienti che con i fornitori:

  1. Comunicare efficacemente
  2. Usare e far usare sempre gli strumenti appropriati
  3. Dare e pretendere termini di consegna ragionevoli
  4. Pagare e ottenere il giusto prezzo
  5. Curare la stesura del testo originale
  6. Dare e richiedere feedback
  7. Affidarsi a dei professionisti

Abbiamo messo la comunicazione al primo posto perché secondo noi è la condizione fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi rapporto di lavoro, e il settore della traduzione non fa eccezione, anzi. La comunicazione è un atto complesso la cui efficacia è minata da numerosi ostacoli che si frappongono tra l’emittente e il ricevente di un messaggio. Perciò bisogna fare in modo di ridurre al minimo quelli che dipendono da noi e non dal canale di comunicazione utilizzato. Dobbiamo partire dal presupposto che nei rapporti quotidiani è maggiore l’informazione che si perde di quella che effettivamente si riceve. Innanzitutto, per esprimerci disponiamo di un codice estremamente imperfetto, la lingua, che spesso non ci permette di trovare le parole adeguate e il nostro messaggio può diventare ambiguo o perdere il significato che gli volevamo dare. Poi esistono numerosi fattori, dovuti ai canali che utilizziamo, che vanno impoverendo o modificando l’informazione trasmessa prima che arrivi al destinatario, che spesso non può dedicarvi tutta l’attenzione necessaria. Si finisce quindi per ricevere un messaggio che ormai ha solo una vaga somiglianza con l’idea originale. Spesso inoltre ci troviamo a dover comunicare in una lingua che non è la nostra, quindi è doppiamente importante prestare a questo aspetto del nostro lavoro la massima attenzione.

Come vi sentireste se il vostro medico vi visitasse con gli strumenti dell’Allegro chirurgo? Al secondo posto abbiamo messo l'uso degli strumenti appropriati. Premettendo che non abbiamo nulla contro Microsoft, siamo convinti che Word sia l’esempio più calzante per illustrare la tendenza delle aziende a utilizzare per la propria documentazione programmi inadeguati. Innanzitutto utilizzare Word non è certamente la scelta più oculata per tutti i problemi di stabilità, di compatibilità tra le varie versioni, o dovuti alla mancata installazione degli aggiornamenti di sicurezza. Ma c’è anche un’altra ragione, più sottile, per la quale questa scelta è addirittura controproducente: il formato .doc è compatibile al 100% solo con Word, quindi per continuare a leggere, scrivere e modificare la propria documentazione, un’azienda rimane vincolata per sempre a un certo programma commerciale. È come se acquistando una Fiat potessimo fare benzina solo presso le stazioni di servizio Agip, mentre in tutte le altre non avremmo mai la garanzia che il motore funzioni correttamente. Questo vincolo si potrebbe facilmente evitare, come avviene in quasi tutti i settori dell’industria, adottando dei formati standard riconosciuti a livello internazionale come OpenDocument (ISO 26300), basato su XML, che è fruibile liberamente e per sempre, senza limitazioni, senza balzelli o altri vincoli. Gli standard internazionali hanno inoltre un altro grande pregio: favoriscono la libera concorrenza, a discapito del monopolio. Questo significa che chiunque può produrre un programma (gratuito o a pagamento) per produrre testi in formato OpenDocument e lanciarlo sul mercato, in competizione con tutti gli altri. L’esempio di Word è solo uno, ma può essere applicato a molte situazioni in cui si sceglie lo strumento più a portata di mano invece di quello più appropriato. Per tutti questi motivi pensiamo che bisognerebbe “educare” i clienti e consigliarli sull’utilizzo degli strumenti più appropriati caso per caso.

Le due regole successive sono tra le più disattese, e si hanno effetti veramente deleteri quando sono assenti entrambe. Il criterio di ragionevolezza per i termini di consegna è sempre relativo. Siamo consapevoli che a volte ci possono essere situazioni di urgenza, che però non devono diventare la norma. Anche ammettendo poi che non è sempre facile determinare i tempi di un progetto di traduzione da parte di un’agenzia, e che il mondo ha di per sé ritmi frenetici che influenzano tutti i settori, è comunque necessario per ciascuno fissare i propri limiti, per evitare di passare le nottate su un progetto. Analogamente riguardo alle tariffe bisogna spesso dare la colpa ai traduttori, che mancano un po' di spirito imprenditoriale e si comportano diversamente da tutti gli altri professionisti, accettando quasi sempre le tariffe offerte dalle agenzie senza fiatare, quando il più delle volte sono veramente da fame. Ne parliamo più diffusamente in [questo articolo].

Va da sé: più è curata la stesura del testo originale, più è probabile ottenere una traduzione di elevata qualità, e questo è già molto importante, ma se restiamo nel campo dei testi tecnici, si vede poi chiaramente anche il vantaggio economico di ottimizzare la lingua originale per renderla più facile da processare all’interno degli ambienti di traduzione assistita, o addirittura di traduzione automatica, che sta raggiungendo dei livelli di accuratezza impensabili solo pochi anni fa, con il ricorso alla scienza statistica. Bisogna invertire i ruoli: comincino i traduttori a diventare esigenti verso le agenzie.Non vogliamo entrare in profondità nella questione dei linguaggi controllati, o controlled languages, ma pensiamo che sia comunque da considerare seriamente la possibilità di offrire assistenza ai clienti anche in questo senso, segnalando qualsiasi errore trovato nel testo originale e suggerendo soluzioni per normalizzare la lingua e migliorare i risultati del nostro lavoro.

Il penultimo punto è in assoluto il più ignorato, ma tutti dovremmo essere d’accordo sull’importanza di ricevere un giudizio sul lavoro che abbiamo svolto, spesso con difficoltà per tutti i motivi elencati sopra: la mancanza di una comunicazione chiara, l’utilizzo di strumenti inappropriati, termini di consegna troppo stretti, tariffe basse, e un testo originale scadente. Naturalmente sappiamo che è difficile convincere i clienti ad esprimere un giudizio, quando spesso si dimenticano persino di confermare la ricezione di un lavoro, se escludiamo i giudizi negativi, cioè quelli che ci arrivano sotto forma di reclamo. Tuttavia siamo convinti che sia una buona idea includere questa pratica nei nostri procedimenti standard, da una parte inviando sempre un feedback ai fornitori, dall’altra richiedendolo ai clienti, magari semplicemente con un paio di semplici domande generiche in calce al messaggio con cui consegniamo il lavoro, oppure, per avere un sistema automatizzato, con un link a un’apposita pagina del nostro sito, i cui risultati possiamo anche pubblicare come pubblicità.

Infine, l’ultima regola le riassume un po’ tutte. La professionalità è un aspetto che dobbiamo curare fin nei minimi dettagli, oltre che pretendere dagli altri, perché è l’unico che ci può differenziare. Bisogna in qualche modo invertire i ruoli: comincino i traduttori a diventare esigenti verso le agenzie, cercando di selezionarle in base alle regole di cui sopra, in modo che le agenzie diventino esigenti nei confronti dei clienti finali. Affidarsi a professionisti vuole anche dire assumere le persone più preparate, quelle che si aggiornano continuamente e che accrescono con il tempo il proprio bagaglio di nozioni.

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