Termini nel caos (no, non la stazione)

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Qualche appunto sul problematico rapporto fra traduttori e gestione terminologica.

Generalmente, quando si pensa alla terminologia, si tende a considerarla come a un glossario di due colonne parallele di termini, con lingua di partenza da una parte e lingua di destinazione dall’altra.

Excel è perfetto per questo tipo di struttura: facile e veloce da usare. Se si vuole, si può anche aggiungere una colonna per i commenti dei clienti o eventuali annotazioni. Ma Excel non è mai stato progettato per gestire testi e tanto meno per organizzare dati terminologici.

Excel è stato creato per gestire numeri, non parole! E infatti si chiama Foglio di calcolo.

Excel non è uno strumento per la gestione di database complessi. Se lo si usa per creare glossari nel modo accennato qui sopra, non sarà possibile specificare attributi aggiuntivi per i termini. Si potrà, è vero, aggiungere ulteriori colonne, ma sempre con la limitazione di un solo campo o categoria per ciascun termine. In definitiva il glossario ottenuto avrà un contenuto molto povero (lingua di partenza da una parte e lingua di destinazione dall’altra).

Excel inoltre non brilla per funzionalità di ricerca: non c’è possibilità di effettuare una ricerca in tutti i glossari creati in precedenza (cioè in diversi file) dall’interno dello stesso Excel. Per trovare un termine bisogna ricordarsi in quale file si trova.

La situazione più comune è quella di ritrovarsi con una massa disorganizzata di file divisi per progetto o per settore, oppure con un unico file monolitico che contiene tutti i termini delle varie traduzioni effettuate.

Sebbene Excel sia molto usato nel mondo della traduzione, non è tuttavia il mezzo ideale per gestire la terminologia in maniera accurata. Si usa Excel perché è facile da usare, è solitamente preinstallato nei computer nuovi, è facile trovare glossari gratis (basta cercare «glossario bilingue» su Google per trovare migliaia di glossari in Excel) e soprattutto perché le piattaforme di gestione terminologica disponibili in commercio sono destinate ad aziende ed istituzioni, ma non al traduttore freelance.

A parte Excel, un altro errore molto frequente è che i traduttori tendono a trattare la terminologia nel contesto di uno specifico testo da tradurre, piuttosto che come a un’unica base di dati terminologici che può essere arricchita di nuovi termini di volta in volta. I traduttori sono attenti e scrupolosi per la natura stessa del loro lavoro, ma spesso hanno la tendenza a gestire la terminologia con soluzioni veloci, che durano quanto la durata della traduzione stessa. Il traduttore dovrebbe adottare invece un approccio a lungo termine nell’ambito della gestione dei dati terminologici, considerando prioritario il riutilizzo e lo scambio dei dati. Purtroppo molto spesso, il traduttore non ha nemmeno il tempo materiale per dedicarsi alla ricerca terminologica approfondita o alla gestione delle risorse terminologiche già create in precedenza.

La terminologia dovrebbe addirittura essere responsabilità del cliente (i prodotti, i ruoli, le posizioni lavorative) e dovrebbe essere fornita insieme al testo da tradurre. Raramente un cliente si assume la responsabilità di fornire un glossario bilingue, specialmente per i progetti di minore entità. Il lavoro cade così inevitabilmente sulle spalle del traduttore, che farà il possibile per finire la traduzione in tempo ed effettuerà la ricerca terminologica in tempi record.

Il traduttore-terminologo

Il traduttore con competenze terminologiche adotta una strategia diversa e usa strumenti diversi.

  • Il traduttore-terminologo sa che la ricerca terminologica e la gestione della terminologia sono tremendamente dispendiosi in termini di tempo e valuta attentamente se donare i propri termini, frutto di tanto sforzo, ai propri clienti (facendoseli pagare semplicemente come «parole»).
  • Il traduttore-terminologo non regala la terminologia al cliente. Piuttosto, effettua una estrazione dei termini, calcola il costo dei termini, il costo della gestione dei termini e della ricerca terminologica e aggiunge il tutto al conteggio delle parole del progetto di traduzione.
  • Il traduttore-terminologo, può anche decidere di condividere le proprie risorse terminologiche con altri colleghi. Chiunque apprezza risorse di ottima qualità realizzate da un collega o una collega stimati.
  • Il traduttore-terminologo non usa Excel per gestire i suoi termini, ma un apposito strumento di gestione delle basi di dati terminologiche.

Uno strumento la cui funzione di ricerca si estende in tutto il database e che consente di filtrare le ricerche. Uno strumento che permette:

  • di aggiornare costantemente i dati;
  • di aggiungerne di nuovi o di eliminare quelli obsoleti;
  • l’accesso a colleghi ed esperti al proprio progetto terminologico, cosi da facilitare il processo di convalida dei termini;
  • di caricare i propri termini nei vari formati disponibili,di uniformarli e di convertirli in un formato adatto al proprio CAT;
  • la fruizione dei termini anche a chi non e è traduttore e chi non usa CAT tool, rendendo i termini accessibili da una pagina web o in formato XML.

Uno strumento che guida l’utente nel processo di creazione della scheda terminologica perfetta, rispettando i criteri stabiliti dagli standard ISO per i sistemi di gestione terminologica, perché non tutti i traduttori sanno come creare una scheda terminologica o come creare un glossario correttamente.

Questo strumento esiste? Il panorama dei programmi per la gestione di database terminologici è variegato, ma sono pochissimi gli strumenti alla portata del singolo traduttore o di una piccola azienda di traduzioni che abbiano tutte le funzioni descritte poc’anzi. Ancor meno gli strumenti gratuiti o open-source. Un elenco dei programmi esistenti è presente nella pagina Terminology Management Systems di WordLo, il blog da me curato. Il mio augurio è che in futuro arrivi sul mercato almeno una soluzione su misura del linguista professionista, completa, accessibile e facile da usare. E se non dovesse arrivare… ci attiveremo. Promesso!

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