Come tradurre un sito e-commerce di 250 mila parole in 5 settimane

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Come tradurre un sito e-commerce di 250 mila parole in 5 settimane

Resoconto di un progetto di traduzione di un e-shop e blog con strumenti open source.

Da qualche anno stiamo aiutando un’importante azienda del settore della moda a internazionalizzare il suo sito e-commerce in inglese, spagnolo e recentemente anche in ceco. In questo articolo descriveremo in che modo abbiamo affrontato il progetto iniziale, quello di traduzione da italiano a inglese del catalogo online.

Come abbiamo già scritto in altri articoli, lo strumento di traduzione assistita gratuito e open-source OmegaT consente a un team di traduttori di lavorare contemporaneamente su uno stesso progetto, condividendo il database delle traduzioni (comunemente chiamato “memoria di traduzione”) gli eventuali glossari e qualsiasi altro materiale di riferimento.

OmegaT consente a un team di traduttori di lavorare contemporaneamente su uno stesso progetto.

In questo articolo illustreremo:

  • come allestire e gestire il server esterno necessario per condividere il processo di traduzione;
  • come la potente funzione “team project” si sia rivelata fondamentale per localizzare il sito di e-commerce e il relativo blog di quest’importante azienda del settore della moda.

Per inquadrare meglio questo progetto, facciamo un salto indietro nel tempo. Questa storia inizia infatti a Barcellona, qualche anno fa, in occasione di un evento di networking per sviluppatori di software. In quell’occasione incontrai un ragazzo che gestiva una software house in Italia. Da buoni italiani all’estero, ci stringemmo la mano, ci scambiammo i biglietti da visita e ci promettemmo di restare in contatto per eventuali opportunità di business. Non ebbi più sue notizie nel successivo anno e mezzo. E in realtà, non l’ho mai più incontrato, almeno di persona. Tuttavia, un giorno, all’improvviso, ricevetti una richiesta di contatto via Skype. Era lui, il titolare della software house. Mi disse che uno dei suoi clienti stava lanciando un nuovo sito web internazionale e che avevano bisogno di traduzioni in inglese.

Questo cliente era uno dei più importanti rivenditori italiani di scarpe da ginnastica e abbigliamento sportivo “di tendenza”. Nell’ambito di un ampio progetto di espansione all’estero e di consolidamento del canale di vendita online, voleva tradurre il proprio e-shop e il blog dall’italiano all’inglese.

Il progetto comportava la traduzione di schede prodotto e blog post per un totale di circa 250.000 parole, da pubblicare in 5 settimane. Quindi un progetto abbastanza impegnativo, anche se non proprio appartenente alla categoria “missioni impossibili”. Era comunque indubbio che avremmo avuto bisogno di una squadra di traduttori per riuscire a rispettare la scadenza imposta.

La prima analisi, effettuata insieme al fornitore di servizi informatici del cliente, ci permise di capire come trattare ed elaborare al meglio il formato originale del file, in modo da estrarre tutti i contenuti traducibili. Grazie a questo passaggio, riuscimmo ad escludere le numerose ripetizioni e ad aggiornare, riducendolo, il conteggio iniziale.

Successivamente assegnammo la traduzione a un piccolo gruppo di traduttori madrelingua, con esperienza nel settore della moda. La traduzione venne quindi corretta e riveduta in una fase successiva.

Vediamo più nei dettagli come abbiamo affrontato il progetto. Innanzi tutto, per chi non conosce OmegaT, il programma di traduzione, alcune puntualizzazioni:

  • OmegaT è un programma di traduzione assistita, non automatica, ovvero non traduce al posto delle persone, ma è un ausilio alla traduzione umana, poiché riunisce in una sola interfaccia il database delle traduzioni già eseguite, uno o più glossari, un correttore ortografico, uno grammaticale e uno o più dizionari elettronici, nonché altre imprescindibili funzioni di controllo qualità;
  • OmegaT è completamente open source, si basa su Java, quindi è completamente multipiattaforma, cioè funziona esattamente allo stesso modo su Windows, Mac, Linux.

Finora ho scritto che il nostro cliente voleva tradurre sia blog post che schede prodotto. Ecco qual era il flusso di lavoro esatto, dalla creazione dei contenuti alla fase editoriale:

workflow 01

  • I blog post vengono scritti da un copywriter esterno all’azienda e consegnati in formato in Microsoft Word.
  • Le schede prodotto vengono preparate invece all’interno di Magento, un CMS per il commercio elettronico, ovvero una piattaforma software che permette di creare un negozio online.
  • Le schede dei prodotti, in formato XML Excel, vengono esportate da Magento, tradotte da noi in OmegaT, e poi importate nuovamente in Magento per essere rese pubbliche sull’e-shop.
  • I blog post invece, ci vengono mandati come semplici file Word e dopo la traduzione vengono importati in Typo3, un altro CMS.

workflow 02

Se diamo un’occhiata al flusso di lavoro diviso in ruoli, possiamo vedere che tutto inizia con una richiesta del cliente, quindi il nostro project manager prepara, carica e analizza il file. I risultati dell’analisi o il conteggio delle parole vengono inviati al cliente. Successivamente il project manager assegna i lavori di traduzione, avvisando i traduttori. Questa notifica viene effettuata tramite il nostro sistema di gestione progetti o, a volte, attraverso la nostra chat privata. Il traduttore traduce, il revisore e il responsabile del progetto rivedono i lavori e il pm infine li consegna al cliente. OmegaT consente di controllare le fasi evidenziate in figura.

workflow 03

Il primo problema che abbiamo affrontato è stata l’assenza di un filtro specifico per tradurre i file XML di Excel in OmegaT. All’inizio semplicemente convertivamo questi file XML in file Excel XLSX. Tuttavia, questo significava un lavoro supplementare da parte del nostro project manager e un passaggio in più nell’intero processo. Così a un certo punto abbiamo deciso di sponsorizzare lo sviluppo di un nuovo filtro di OmegaT, introdotto poi nella versione standard del programma, a beneficio dell’intera comunità di utenti.

filter xml excel

I file pronti per la traduzione andavano poi messi in comune, a disposizione dei traduttori e dei revisori. Questo è stato reso possibile dalla funzione “team project” di OmegaT, introdotta con la versione 2.6.0 del programma. Grazie ad essa, più traduttori possono lavorare insieme sullo stesso progetto, condividendo le risorse di traduzione quasi in tempo reale. La traduzione collaborativa offerta da OmegaT si basa sulla funzionalità di “controllo versione”, ampiamente utilizzata dagli sviluppatori di software per tenere sotto controllo le modifiche al codice di un programma. Uno di questi programmi è Apache Subversion, che è uno dei due compatibili con OmegaT (l’altro è GIT).

team project

Subversion si installa su un server e permette di ospitare il codice sorgente di un programma in fase di sviluppo. I vari programmatori che partecipano al progetto si collegano a questo server per aggiungere le loro modifiche. Alla fine, Subversion crea un’unica versione del codice “fondendo” le varie modifiche. Allo stesso modo, caricando un progetto di traduzione OmegaT su un server SVN, è possibile assegnarlo a vari traduttori che vi possono lavorare contemporaneamente.

Gli strumenti utilizzati sono dunque i seguenti:

  • OmegaT, naturalmente, che funge da client SVN
  • Subversion, il software di controllo versione
  • TortoiseSVN, un client SVN
  • un server su cui sia possibile installare Subversion

Non entreremo nei dettagli della procedura, che è spiegata nell’articolo “Come condividere un progetto con OmegaT e Subversion”. Sintetizzando, è necessario:

  • installare ed eseguire Subversion su un server SVN proprio o usando un servizio nel cloud (quest’operazione avviene solo 1 volta e la svolge di solito il reparto IT o il project manager, se è capace di farlo);
  • installare in locale un client SVN per gestire le cartelle sul computer. Per Windows si consiglia TortoiseSVN, ma sono disponibili strumenti analoghi per Linux e Mac (operazione svolta dal PM);
  • creare un repository sul server, cioè attivare lo spazio in cui si salveranno i contenuti del progetto (operazione svolta dal reparto IT o dal PM);
  • creare un progetto con OmegaT (PM);
  • aggiungere il progetto di OmegaT al repository (PM);

A quel punto, ogni traduttore scarica il progetto dal repository (è sufficiente introdurre l’URL fornito dal project manager, uno user e una password) e da quel momento tutto il lavoro viene sincronizzato con il server. Se il progetto non viene completato in un’unica sessione di lavoro (com’è abituale), non è necessario scaricare ogni volta il progetto. È sufficiente aprire il progetto già scaricato. OmegaT rileva che si tratta di un progetto condiviso e si connette automaticamente al server.

Con questo procedimento e questi strumenti, in poco più di un mese e nei termini concordati, il cliente ricevette la versione localizzata del suo sito web. Sia le schede prodotto che i blog post vennero importati correttamente nei rispettivi sistemi di gestione dei contenuti. La collaborazione è tutt’ora in corso in modo assai soddisfacente, con la traduzione di tutti gli aggiornamenti del catalogo prodotti e del blog, non solo in inglese, ma anche in spagnolo. Attualmente li stiamo aiutando anche a tradurre i materiali per l’apertura dei primi negozi nella Repubblica Ceca.

Lezioni apprese

Prima di concludere, qualche nota sulle lezioni apprese durante il progetto.

  1. Senz’altro avremmo dovuto chiedere prima lo sviluppo del filtro specifico per i file delle schede prodotto. A volte si teme che uno sviluppo ad hoc sia caro, ma con i sistemi open source di solito si ha un canale diretto di comunicazione fra sviluppatori e utenti, quindi è possibile ottenere personalizzazioni in tempi molto ridotti e senza le barriere imposte da politiche commerciali preesistenti.
  2. Per quanto riguarda la scelta del server, in una fase preliminare avevamo deciso di usare un server di terzi, sul cloud, anziché uno interno. A livello di affidabilità e di controllo, ci siamo trovati molto meglio con un server interno.
  3. Il fattore umano: soprattutto all’inizio del progetto, ma anche durante, i traduttori hanno bisogno di assistenza tecnica, perché non sono abituati a lavorare in sincrono con il server. Possono verificarsi errori di sincronizzazione, che obbligano il traduttore a riscaricare il progetto o a seguire altre procedure che vanno senz’altro guidate dal PM. Bisogna tener conto di queste ore di assistenza nella pianificazione del progetto.

Miglioramenti futuri

In futuro, stiamo pensando di automatizzare tutta la comunicazione e il caricamento, evitando completamente le e-mail e anche la chat interna, tramite avvisi automatici in uscita dal nostro TMS ogni qual volta riceviamo un nuovo file da tradurre.

Un altro aspetto su cui stiamo lavorando riguarda la formazione del team (traduttori e PM) rispetto a OmegaT, mediante sessioni online specifiche, in modo che tutta la squadra sia allineata in quanto a conoscenze, ma anche in quanto a versione del programma, per poter sfruttare nel modo corretto le ultime funzionalità.

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