Tutto d’un fiato: cos’è la leggibilità e perché è importante per il tuo sito

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Sarà capitato anche a te: stai facendo una ricerca su Google, apri uno dei primi risultati e dopo tre secondi abbandoni la pagina. Ti basta un solo colpo d’occhio per decidere che la pagina non ti interessa. Perché? Perché non trovi subito le informazioni che cerchi, perché è lungo e non hai voglia di leggerlo tutto o perché non c’è niente che catturi la tua attenzione.

La leggibilità di un testo, quindi, influisce sul comportamento del lettore e sul suo coinvolgimento (engagement). Quali strategie puoi adottare per non farlo scappare?

Prima di entrare nei dettagli, è necessaria una premessa: il modo in cui leggiamo sullo schermo è diverso dal modo in cui leggiamo sulla carta.

Cambia la velocità di lettura, che sul web diminuisce del 25-30 %.

Ma soprattutto non leggiamo dalla prima all’ultima parola, come con un libro. Quello che facciamo è esplorare i contenuti di un testo: il nostro occhio si sofferma subito sugli elementi che spiccano, come i titoli, i grassetti o gli elenchi puntati, per capire se c’è quello che stiamo cercando.

I tre fattori ai quali dobbiamo prestare attenzione quando scriviamo un testo per il web sono:

  • l’aspetto grafico;
  • la leggibilità;
  • la comprensibilità.

Aspetto grafico

Come abbiamo anticipato, quando ci troviamo di fronte a un testo web non leggiamo parola per parola, ma eseguiamo una “scansione”, soffermandoci sugli elementi che catturano la nostra attenzione.

Come leggiamo sul web: gli studi di Nielsen

Gli studi di eyetracking (movimenti oculari) condotti da Jakob Nielsen, consulente danese esperto di usabilità, hanno registrato il modo in cui l’occhio si sposta sullo schermo e hanno individuato degli schemi ricorrenti. Quello più frequente è l’F-shaped pattern, chiamato così perché l’occhio si muove sullo schermo disegnando una “F”, di cui abbiamo parlato anche nell’articolo  “Scrivere per il web”. Nel dettaglio:

  1. l’occhio compie un movimento orizzontale - l’utente legge le prime frasi che si trovano nella parte superiore della pagina (è la prima asticella orizzontale della F);
  2. quindi si sposta verso il basso e compie un altro movimento orizzontale - l’utente legge le prime parole delle frasi (è la seconda asticella);
  3. infine compie un movimento verticale lungo la sinistra della pagina - l’utente esplora i contenuti scorrendo verso il basso (è l’asticella verticale).

L’attenzione del lettore si concentra quindi sui contenuti a inizio pagina e sulle prime parole sulla sinistra. Le aree rosse in queste immagini, tratte dal sito di Nielsen, mostrano le aree della pagina in cui l’occhio dei lettori si è soffermato:

f shape

(J. Nielsen 2006)

I movimenti oculari possono essere schematizzati così:

f shaped pattern

L’F-shaped pattern non è l’unica modalità di lettura individuata da Nielsen. Esistono infatti altri schemi.

  • Layer-cake pattern: il lettore salta completamente il testo per andare in cerca dei titoli e dei sottotitoli. L’occhio descrive delle linee orizzontali che ricordano una torta a strati, da qui il nome di questa modalità.
    layer cake pattern
  • Spotted pattern: l’occhio va in cerca degli elementi che attirano l’attenzione disegnando così sullo schermo dei punti (un link, una parola in grassetto o in un colore diverso).
    spotted pattern
  • Marking pattern: l’occhio si fissa su un punto della pagina mentre l’utente scorre la pagina. Questo schema è più frequente sul display degli smartphone.
    marking pattern
  • Bypassing pattern: se più righe iniziano tutte allo stesso modo, l’utente salta l’inizio in modo da non leggere le parole uguali.
    bypassing pattern
  • Commitment pattern: non è uno schema frequente ed è la modalità di lettura di chi legge tutto, l’intero paragrafo o l’intera pagina. Si verifica quando l’utente è interessato al contenuto.
    commitment pattern

Facilitare la lettura

Conoscere il comportamento dei lettori ti permette di organizzare la grafica e i contenuti dei tuoi testi. Ecco quali accorgimenti puoi utilizzare:

  • inserisci le informazioni principali nei primi due paragrafi;
  • usa titoli e sottotitoli per introdurre gli argomenti e rendili ben visibili;
  • inserisci nei titoli e sottotitoli le parole chiave;
  • suddividi il contenuto in paragrafi;
  • esprimi un concetto per ogni paragrafo;
  • usa il grassetto per evidenziare parole o frasi (non usare il sottolineato perché solitamente indica un collegamento ipertestuale);
  • formatta i collegamenti ipertestuali in modo da renderli riconoscibili;
  • non inserire parole generiche nei collegamenti ipertestuali come vai a o qui, ma parole chiave;
  • usa elenchi puntati o numerati per presentare in modo ordinato una serie di elementi o di istruzioni;
  • sii breve, elimina le informazioni superflue.

La piramide rovesciata

Secondo gli ultimi studi condotti da Nielsen, i lettori si soffermano per il 74 % del tempo sulla prima e sulla seconda schermata (quindi sulla porzione di pagina visualizzata all’apertura del sito, per poi scorrere verso il basso sulla seconda schermata). Per questo motivo l’informazione più importante deve trovarsi nella parte iniziale del testo.

Questo modo di strutturare i contenuti si chiama piramide rovesciata e questo è il suo schema:

piramide rovesciata

Prendiamo come esempio proprio il sito di Nielsen.

sito web del NN-G Nielsen Norman Group

(J. Nielsen, 2018)

Nella parte alta della prima schermata troviamo il titolo, seguito da due righe ben visibili in rosso, e quindi ben visibili, che espongono il concetto principale e, a seguire, la sintesi dell’articolo. È tutto quello che ci serve per farci un’idea del contenuto e capire se è quello che cercavamo. Il resto del testo, che qui non vediamo, è suddiviso in paragrafi introdotti da un sottotitolo in grassetto.

Font, interlinea e allineamento

Anche la scelta del carattere tipografico, l’interlinea e l’allineamento del testo possono facilitare la lettura o ostacolarla irrimediabilmente. Alcuni punti da ricordare:

  • scegli un font di dimensioni adeguate;
  • preferisci i font senza grazie (come Arial, Verdana, Calibri o Helvetica) perché secondo alcuni sono più facili da leggere (anche se al riguardo esiste una certa controversia);
  • distanzia le righe in modo adeguato;
  • presta attenzione al contrasto con lo sfondo;
  • prediligi l’allineamento a sinistra (o a bandiera): il giustificato è adatto alla carta stampata, non allo schermo perché, se una finestra viene ridimensionata, rischia di creare degli spazi eccessivi e antiestetici tra le parole.

Breve cenno sull’accessibilità

Strutturare un testo web nel modo corretto, renderlo leggibile e comprensibile è fondamentale, ma c’è un altro aspetto da considerare: l’accessibilità.

L’accessibilità non riguarda tanto i singoli testi, quanto un intero sito internet ed è un requisito obbligatorio per legge. In Italia, l’AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale, promuove l’accessibilità dei siti web in relazione alla normativa vigente. A livello internazionale, invece, possiamo ricordare la Web Accessibility Initiative (WAI), l’iniziativa per l’accessibilità del web, promossa dal World Wide Web Consortium (W3C), l’organismo internazionale senza fini di lucro che definisce i linguaggi e le procedure standard per rendere il web uno strumento democratico e universale. Il WAI ha stilato delle linee guida per rendere accessibili i contenuti del web, i programmi per navigare e per produrre e pubblicare contenuti.

L’accessibilità non riguarda solo la disabilità

Per una definizione di accessibilità possiamo fare riferimento alle parole di Tim Berners-Lee, direttore del W3C e inventore del World Wide Web: The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect.

Secondo Berners-Lee l’accessibilità al web deve essere garantita sia a chi ha una forma di disabilità (uditiva, visiva, cognitiva ecc.) sia a chi non è disabile. Qualsiasi persona, infatti, può trarre beneficio da un sito web accessibile, ad esempio chi utilizza smartphone o schermi di dimensioni ridotte, chi si trova in una condizione di disabilità temporanea perché ha un braccio rotto o non ha con sé gli occhiali da vista, ma anche chi ha una connessione internet lenta o costosa.

L’accessibilità come opportunità per ampliare il tuo mercato

L’accessibilità non dovrebbe essere considerata come un obbligo di legge o un onere aggiuntivo, ma un’opportunità. Rendere il tuo sito accessibile ti aiuta ad allargare il tuo mercato, perché un utente che non riesce a navigare o a leggere i contenuti è un cliente perso. Prendiamo come esempio il tag “alt” del linguaggio HTML, il cui valore dovrebbe contenere il testo alternativo (non visibile) che descrive il contenuto di un’immagine presente nella pagina.

In questo esempio, vediamo l’immagine e il codice sorgente con il tag “alt” associato:

Copertina di un dizionario

tag alt

Il tag “alt” viene letto dagli screen reader o dai browser vocali e permette a non vedenti o ipovedenti di capirne il contenuto, oltre a essere visualizzato a chiunque quando l’immagine non è disponibile. Non utilizzarlo in un sito di e-commerce equivale a escludere una parte del mercato. Se prendiamo come esempio l’immagine precedente e ne blocchiamo la visualizzazione, vediamo che al suo posto compare il tag “alt”:

codice sorgente immagine dizionario

Leggibilità

Quando si parla di leggibilità, s’intende la facilità con cui si legge un testo. La leggibilità dipende dal lessico e dalla sintassi: parole brevi e frasi semplici rendono un testo leggibile. La parola d’ordine è quindi semplificare.

Conosciamo tutti il burocratese, il linguaggio delle istituzioni e della pubblica amministrazione, fatto di frasi infinite, piene di subordinate, paroloni lunghi e dal significato oscuro. È il modello da evitare.

Usa invece parole brevi, scrivi frasi da 20-25 parole al massimo e evita le subordinate o gli incisi. Ricorda che qualsiasi argomento, anche quello più difficile, può essere esposto in modo semplice.

Misurare la leggibilità di un testo

Come si verifica la leggibilità di un testo? Esistono delle formule matematiche che misurano la facilità di lettura di un testo. Per l’italiano possiamo usare due strumenti.

L’indice Flesch-Vacca

L’indice Flesch-Vacca è stato adattato all’italiano a partire dalla versione inglese (Flesch Reading Ease). Valuta la leggibilità dei testi tenendo conto della lunghezza media delle parole, misurate in sillabe, e della lunghezza media delle frasi, misurata in parole. Si basa su questo principio:

  • una parola lunga è usata meno di una breve;
  • una frase lunga è di norma più complessa, a livello sintattico, di una breve.

Questa è la formula:

206 - (0,6 × S) - P
dove:
S = numero di sillabe sul totale delle parole e P = numero medio di parole per frase

Il valori sono compresi su una scala da 0 e 100, dove 0 è la leggibilità più bassa e 100 la leggibilità più alta.

L’indice Gulpease

A differenza dell’indice Flesch-Vacca, l’indice Gulpease è stato sviluppato per la lingua italiana. Valuta due elementi:

  • la lunghezza delle parole in lettere;
  • la lunghezza delle frasi in parole.

Questa è la formula:

89 - (LP/10) + (FR × 3)
dove:
LP = lettere × 100/totale delle parole e FR = frasi × 100/totale delle parole

Il valore che si ottiene è compreso tra 0 e 100 ed è messo in relazione con tre livelli di scolarizzazione del lettore:

  • chi ha un’istruzione elementare comprende facilmente testi con un indice maggiore di 80;
  • chi ha un’istruzione media comprende facilmente testi con un indice maggiore di 60;
  • chi ha un’istruzione superiore comprende facilmente testi con un indice maggiore di 40.

Ad esempio, un lettore con un’istruzione elementare leggerà con difficoltà un testo con un indice pari a 50.In che modo puoi controllare la leggibilità dei tuoi testi? Il modo più facile è quello di usare appositi calcolatori online, come quello sviluppato dalla nota società di traduzioni italiana Translated e messo a disposizione gratuitamente all’interno della sezione translated LABS del suo sito.

Comprensibilità

Fino a questo momento abbiamo visto come strutturare un testo web per renderlo graficamente adeguato e leggibile. In questo ultimo punto spieghiamo come renderlo comprensibile.

La comprensibilità, a differenza della leggibilità, è la facilità con cui un lettore capisce il significato di un testo.

Identifica il destinatario

A chi è rivolto il tuo testo? Usa termini tecnici se ti rivolgi a degli specialisti, altrimenti spiegane il significato o privilegia un lessico più generico. Adatta il testo anche all’età del lettore: se ti rivolgi a un pubblico di adulti non usare le espressioni degli adolescenti: potrebbero non capirle.

Definisci lo scopo del testo

Il tuo testo è informativo o vuole convincere l’utente a fare qualcosa? Fai in modo che l’obiettivo sia ben chiaro a chi legge. Ad esempio, se hai pianificato un evento, rendi ben visibili ora, data e luogo e le modalità di iscrizione.

Inserisci immagini e grafici

Oltre ad attirare l’attenzione, immagini, grafici e infografiche permettono di riassumere le informazioni e visualizzare i concetti. Sono perfetti per chi non ha voglia di leggere.

Scrivi frasi brevi e usa parole semplici

  • Ogni frase deve esprimere un solo concetto.
  • Soggetto, verbo e complemento dovrebbero sempre stare vicini.
  • Prediligi parole comprensibili a tutti: puoi aiutarti con il Vocabolario di base che raccoglie le parole più usate e comprese dalla maggioranza dei parlanti. Le parole non incluse sono quelle meno comprensibili per chi ha un livello di istruzione basso o per chi non è abituato a leggere.
  • Usa le ripetizioni per dare enfasi e scandire il ritmo delle frasi.
  • Scrivi i numeri in cifre: si leggono meglio e attirano l’attenzione.
  • Usa le parole straniere solo se non puoi farne a meno. Chiediti se il lettore ne conosce il significato e se la stai usando la parola corretta. Se sbagli e il lettore se ne accorge non fai una buona impressione. Ricorda anche che non tutti conoscono l’inglese.

Tra leggibilità e comprensibilità: esempi pratici

Possono bastare piccoli accorgimenti per rendere un testo più leggibile e comprensibile, ecco alcuni suggerimenti.

Regola No
Preferisci l’indicativo al congiuntivo: al posto di preposizioni come qualora o nel caso in cui usa se. Qualora desiderasse contattarci Se desidera contattarci
Non usare il gerundio, soprattutto a inizio frase. Avendo raggiunto il limite di prelievo Poiché ha raggiunto il limite di prelievo
Esplicita i participi. Il manuale contenente le istruzioni Il manuale che contiene le istruzioni (ancora meglio: Il manuale con le istruzioni)
Preferisci la forma attiva al passivo. Il documento è stato inviato il... Ho inviato il documento il…
Preferisci la forma attiva alle forme impersonali. Si consiglia di contattare Le consigliamo di contattare
Sostituisci gli avverbi con forme più brevi. L’argomento è estremamente complesso

Inviare congiuntamente a
L’argomento è molto complessoInviare con/insieme a
Evita locuzioni lunghe come con l’obiettivo di, al fine di usa per. Al fine di semplificare Per semplificare
Evita i verbi seguiti da un infinito o un sostantivo: al posto si procedere all’invio usa inviare. La preghiamo di provvedere all’invio del modulo compilato La preghiamo di inviare il modulo compilato
Preferisci i verbi alle nominalizzazioni (che consistono nel trasformare un elemento linguistico in un nome) perché rallentano e appesantiscono la lettura. Il mancato recapito della raccomandata Se la raccomandata non viene inviata

Conclusioni

  • Le regole del web writing sono diverse da quelle che ci hanno insegnato a scuola. Scrivere un testo per il web non è come scrivere un tema: cambia il mezzo, cambia il modo in cui leggiamo e cambia lo scopo per cui scriviamo.
  • Il burocratese, il linguaggio delle istituzioni, non piace a nessuno. Scrivi testi, brevi, semplici e dritti al punto: tutti lo apprezzeranno.
  • Accompagna il lettore nella lettura del tuo testo: crea una mappa visiva con titoli, sottotitoli, grassetti, paragrafi e immagini. Anche chi non leggerà tutto troverà al volo le informazioni che cerca.

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