4 milioni di ragioni: l'importanza di tradurre il tuo sito web in catalano

4 milioni di ragioni: l'importanza di tradurre il tuo sito web in catalano

Quali aspetti devono essere presi in considerazione prima di tradurre un sito in catalano?

A partire da questa settimana presenteremo una serie di articoli che rispondono alla domanda: perché dovrei tradurre il mio sito in...?, in cui analizzeremo l’opportunità di avere un sito web multilingue.

In questo primo capitolo, abbiamo voluto rispondere a una domanda che ci viene posta spesso, soprattutto da chi è attivo sul territorio spagnolo: è vantaggioso tradurre un sito in catalano? In caso affermativo, per quali imprese o settori è più opportuno farlo?

Diffusione della lingua catalana

Il catalano è una lingua neolatina parlata in diversi paesi europei, principalmente in Spagna, nelle comunità autonome (più o meno l’equivalente delle regioni) di Catalogna, Valencia, Isole Baleari e Aragona. Si parla anche nel Principato di Andorra, dove è lingua ufficiale, in alcune zone del sud della Francia e nella città sarda di Alghero.

Secondo il rapporto InformeCAT 2019, il catalano ha un totale di oltre 10 milioni di parlanti, circa la metà dei quali (oltre 4 milioni) lo parla come lingua madre. All’interno della classifica delle lingue più parlate, il catalano si trova più o meno nella stessa posizione dello svedese o del bulgaro.

Per vedere chiaramente l’importanza del catalano, segnaliamo che in Spagna ci sono più di 100 quotidiani e riviste pubblicati in catalano.

A livello televisivo, il canale più seguito è TV3, che ha una programmazione interamente in catalano. La stessa situazione si verifica nella radio, dove le emittenti più ascoltate sul territorio sono RAC1 e Catalunya Radio (anch’esse trasmettono quasi esclusivamente in catalano).

Anche 5 dei 6 social network più utilizzati (Facebook, YouTube, Twitter, Google+ e Badoo) hanno una versione in questa lingua.

Come dato curioso va sottolineato che il catalano è tra le 20 lingue con il maggior numero di articoli sulla Wikipedia, ovvero i parlanti catalani sono attivamente coinvolti nello sviluppo di questo sito, come indica ancora una volta il rapporto InformeCAT.

Un altro dato interessante, che dimostra la vitalità online della comunità catalana, è fornito dal progetto LanguageTool. Questo correttore grammaticale si basa su regole scritte dalla comunità degli utenti. Il catalano conta più di 3000 regole, più di quelle per l’inglese e il tedesco e dietro solo all’olandese, come si può vedere nella pagina stessa del progetto.

Inoltre, come indicano i dati dello studio annuale dell’AIMC (in spagnolo), l’Associazione per la ricerca sui mezzi di comunicazione, riferito al periodo 2018/2019, la Catalogna è la terza comunità autonoma, dopo Madrid e i Paesi Baschi, con il più alto tasso di penetrazione di internet, con l’80,3 %, superando la media spagnola del 77,9 %.

Vantaggi di avere un sito web in catalano

Anche se la diffusione e l’opportunità di avere contenuti in catalano non è un argomento molto dibattuto su internet, è interessante analizzare la questione da un punto di vista puramente commerciale.

Tradurre il proprio sito in catalano ha ha diversi vantaggi, soprattutto per le aziende che hanno la loro sede o svolgono attività in Catalogna.

Ad esempio, come spiegato nel blog di François Derbaix, investitore in fintech, che ha condotto uno studio informale sull’argomento, solo 1 di ogni 4 utenti catalani naviga in internet in questa lingua. Il resto lo fa in spagnolo. Pertanto, il beneficio ottenuto dalla parte catalana degli utenti è piuttosto modesto. Va anche notato che molte volte questo è dovuto al fatto che, sebbene la pagina sia disponibile in catalano, le informazioni sono più estese in spagnolo, così come più numerose le opzioni tra cui scegliere.

A questo proposito possiamo affermare che internet uccide la lingua minoritaria. Se l’utente capisce diverse lingue, sceglierà la lingua in cui sono presenti maggiori informazioni.

Per esempio, se sto cercando un appartamento al mare e capisco sia il catalano che lo spagnolo, ma noto che ci sono più opzioni in spagnolo, opterò per quest’ultima lingua, anche se il catalano è la mia lingua madre.

Tradurre un sito web dall’inizio alla fine richiede un investimento significativo, come abbiamo visto in un precedente articolo. Nella maggior parte dei casi non si tratta solo di tradurre le voci di menu o gli eventuali pulsanti, ma anche di completare tutte le descrizioni dei prodotti o delle sezioni con una lingua aggiuntiva, oltre che gestire le traduzioni dallo spagnolo (o dall’italiano) al catalano o viceversa, o persino moderare un forum o mantenere un blog in catalano.

Quindi, secondo l’analisi svolta finora, si potrebbe concludere che non vale la pena di tradurre un sito in catalano, no? Beh, mancano ancora un paio di dati che potrebbero far oscillare la bilancia dalla parte del catalano.

Differenza tra utente finale e collaboratori

Anche se la redditività di avere un sito in catalano non è molto alta se ci si concentra sul pubblico finale (utenti), la storia è diversa se parliamo di siti rivolti a partner o collaboratori. Questo aspetto è particolarmente importante nel settore del turismo e dell’ospitalità. Molti portali turistici si basano su una rete di collaboratori che offrono le loro strutture e servizi. Per quanto riguarda la Catalogna, importante meta turistica della Spagna, come abbiamo già detto il catalano ne è la lingua principale, soprattutto nell’entroterra e nella zona settentrionale.

Come spiegato nel blog di Toprural, la maggior parte dei proprietari di agriturismi che entravano in contatto con questo portale parlano solo ed esclusivamente in catalano. Per rendere più fluidi i contatti e l’utilizzo della piattaforma, Toprural ha investito nella traduzione del suo sito in catalano. È quindi importante che portali di questo tipo offrano i loro servizi nella lingua più parlata dai loro principali utenti, anche se questi non sono gli utenti finali della pagina.

Anche Booking.com si è reso conto di questo dettaglio. Come Toprural, anche Booking ha le sue pagine tradotte in catalano per facilitare l’accesso ai partner.

Il risultato? Entrambi i portali hanno raddoppiato la loro quota di mercato in Catalogna, e, nel caso di Toprural, fino a superare la quota di mercato nel resto della Spagna. La traduzione in catalano ha aiutato queste aziende a scalare le posizioni sul territorio, conquistando la leadership.

Possiamo concludere dunque che per un sito B2C (business to consumer) la traduzione in catalano non comporterà un aumento significativo delle visite. Tuttavia, le aziende che si rivolgono ad un pubblico aziendale (B2B)  che deve interagire direttamente con il sito, come nel caso dei portali turistico-alberghieri, trarranno grandi benefici dall’offrire ai loro clienti un’interfaccia in lingua catalana.

Ovviamente, ogni azienda deve analizzare il proprio mercato e il traffico potenziale al fine di decidere se l’investimento in traduzione ripaga o meno, considerando che, come abbiamo visto in altri articoli, la spesa per una traduzione di qualità è solitamente considerevole.

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