Come creare e gestire glossari online

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Come creare e gestire glossari online

La gestione della terminologia è un problema che prima o poi tutti i professionisti della lingua sono costretti ad affrontare. Se anche voi avete interminabili liste di termini in Excel o in altri formati e siete alla ricerca di un modo efficace di archiviarle, ordinarle e metterle in comune con altri, allora smettete di cercare.

Qabiria ha trovato una soluzione che può accontentare la maggior parte dei traduttori e delle aziende di traduzione. Tuttavia, dobbiamo essere sinceri: il percorso per trovare il miglior strumento per creare e gestire glossari centralizzati è stato tortuoso. Forse questo è dovuto al fatto che fin dall’inizio abbiamo stabilito alcuni requisiti imprescindibili che hanno limitato le alternative possibili. Lo strumento avrebbe dovuto infatti avere le seguenti caratteristiche:

  • online, o web-based, o comunque progettato secondo una logica server-client;
  • facile da installare e da usare anche da parte di un utente senza conoscenze informatiche avanzate;
  • in grado di gestire uno o più glossari;
  • in grado di gestire glossari bilingui e multilingui;
  • freeware, od open source o comunque disponibile a un costo accessibile.

Chiunque abbia speso almeno una mezz’ora su Internet alla ricerca di informazioni al riguardo si sarà reso conto che esistono svariati ambiti di indagine su uno standard di formato con cui creare glossari, o più in generale, raccolte terminologiche, dizionari monolingui, bilingui o multilingui. Il formato “perfetto” è una chimera che ha dato la stura alla creazione di moltissimi comitati, organizzazioni, protocolli: TBX (Lisa), OLIF, SALT, XLT, Geneter, Lexikon (Enlaso), Martif, Termado, XTerm, Matapuna, Omega, Wiktionary, sigle disparate che costituiscono un variopinto panorama in cui è facilissimo perdersi. Inserendo in Google uno o più di questi termini si è sovrastati da informazioni mediamente molto complesse, spesso legate a principi di traduzione automatica e di programmazione informatica. Si badi bene: non stiamo affermando che queste iniziative non abbiano dato i frutti sperati, anzi, tutte sono lodevolissime e degne di plauso, e alcune (ad es. lo standard TBX) hanno portato ordine in un argomento di difficile risoluzione, proprio per la stessa natura sfuggevole della lessicografia. Vi siete mai chiesti, ad esempio, qual è l’elemento minimo di un glossario? Un termine, dirà qualcuno. Sbagliato. Quasi tutti i sistemi usano il “concetto” come elemento minimo. E da qui in poi è tutto in salita.

La questione fondamentale è appunto questa: le ricerche teoriche o comunque di alto livello rimangono parecchio distanti dalle esigenze quotidiane di un traduttore o di un piccolo studio di traduzioni, i quali spesso non dispongono delle conoscenze di informatica sufficienti per seguire tutto il ragionamento teorico e gli sviluppi tecnici del problema. Ciò che serve a un freelance o a uno studio, è un sistema semplice da creare e da aggiornare in grado di sostituire i vari glossari su due (o più) colonne in formato TXT, XLS o addirittura i loro equivalenti cartacei. Il sistema dovrebbe essere centralizzato, in modo che lo possa gestire una sola persona, ma accessibile a molte, quindi condivisibile in rete.

Fortunatamente, qualcuno ha voluto seguire un approccio semplice al problema, creando uno strumento che risponde proprio a queste necessità. Il sistema si chiama Glossword , e permette di allestire uno o più glossari online a cui possono accedere vari utenti, per aggiungere lemmi, consultare significato e relativa traduzione, il tutto attraverso un’interfaccia gradevole e intuitiva, facilmente personalizzabile. Glossword non è stato concepito come soluzione specifica per traduttori, ma - come si legge sul sito http://glossword.biz/ - più in generale come sistema per “creare e pubblicare dizionari, glossari o testi di consultazione multilingui. Dispone di un assistente per l’installazione, supporto UTF-8, temi grafici, funzione di esportazione e importazione dei dizionari in formato XML o CSV” e altro ancora. Fra le altre caratteristiche degne di nota, sottolineiamo l’assistente per l’installazione, la presenza di un motore di ricerca avanzato, l’accesso multiutente (contemporaneo) ai glossari, la corretta visualizzazione garantita con tutti i browser (grazie al codice XHTML 1.1 certificato W3C e conforme a CSS 2). Glossword viene offerto gratuitamente ed è distribuito con licenza GPL.

Per quanto riguarda invece gli aspetti migliorabili, allo stato attuale Glossword non offre una visualizzazione tabulare, ordinata in colonne, del contenuto. Di default, la pagina con tutti i termini di un glossario ha il seguente aspetto:

Comunque c’è sempre la possibilità di esportare il contenuto del glossario e di riorganizzarne il contenuto offline, anche se in questo modo si perde il grande vantaggio dell’applicazione: la gestione multiutente e centralizzata. Un altro svantaggio è inerente al formato usato per immagazzinare i dati: le traduzioni di un dato termine sono contenute in una sola colonna (se consideriamo l’esportazione in CSV di un glossario). Ciò comporta un certo lavoro di formattazione per poter importare correttamente i glossari esistenti. In ogni caso, da uno scambio di mail con l’autore siamo venuti a sapere che le prossime versioni saranno più orientate al settore delle traduzioni e cercheranno di correggere questi problemi.

A livello tecnico, si tratta di un’applicazione scritta in PHP che immagazzina i dati in una base dati MySQL. Ci sono due modi per installarlo: in locale e in remoto. Installarlo in locale è semplicissimo, in quanto gli sviluppatori di Glossword hanno preparato un pacchetto integrato, Glossword WAMP, che comprende tutto il software necessario per eseguire il programma in uno spazio Windows.

Attenzione: questo pacchetto converte il proprio computer desktop in un server web (WAMP infatti è l’acronimo di Windows, Apache, MySQL, PHP) e dunque questa installazione è consigliata solo a coloro i quali vogliono avere sotto controllo il programma in tutto e per tutto, oppure a chi desidera provarlo senza il bisogno di appoggiarsi a un provider di hosting web.

Noi di Qabiria consigliamo vivamente di seguire la seconda strada, ovvero di eseguire un’installazione in remoto, sfruttando il proprio spazio web (praticamente tutti gli hosting provider offrono la possibilità di usare uno o più database MySQL). Il processo di installazione è assolutamente alla portata di chiunque abbia un minimo di familiarità con l’interfaccia C-Panel (o simile) del proprio sito web. In ogni caso sul sito di Glossword sono presenti chiare istruzioni in merito ed esiste un gruppo di discussione in cui porre domande o consultare dubbi. Naturalmente è possibile contattare gli autori del programma (o noi di Qabiria) per richiedere servizi su misura.

In conclusione, Glossword rappresenta una soluzione semplice per la gestione della terminologia. Pur trattandosi di un prodotto distribuito gratuitamente ha numerose caratteristiche avanzate e il suo sviluppo lascia ben sperare, soprattutto grazie alla ricettività degli autori, sempre disponibili ad apportare nuove funzionalità a un prodotto di per sé già completo.

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