Automatizzare il marketing sui social media: esempi pratici

Social media marketing automation

Pubblicare sui social, oggi, somiglia a tenere in vita una pianta tropicale in un monolocale: se ti dimentichi di annaffiarla per due settimane, lei muore. Se la annaffi a caso ogni tanto, muore lo stesso.

Instagram, Facebook, LinkedIn (e compagnia cantante) sono diventati un canale stabile per attirare clienti, costruire credibilità e restare nella testa della tua community. Il punto è che “esserci” richiede un ritmo regolare, e il ritmo regolare richiede tempo, energia e un minimo di organizzazione.

Qui entra in scena l’automazione.

L’obiettivo non dovrebbe essere trasformare i tuoi social in una catena di montaggio, quanto piuttosto concentrare il lavoro ripetitivo in pochi blocchi, evitare il panico da “oddio oggi devo postare” e lasciare spazio alle idee, alla strategia e all’intavolare conversazioni reali.

In questo articolo vedremo tre livelli di automazione, con i relativi esempi pratici. Se ben applicati, si può ridurre il lavoro sui “social” da un mese a 2-3 giorni.

Prima di tutto: cosa automatizzare e cosa non automatizzare

Automatizza volentieri:

  • la pubblicazione e la programmazione dei contenuti;
  • il riciclo di contenuti già pronti (blog, newsletter, video, caroselli);
  • i promemoria interni (task e scadenze);
  • la raccolta dei dati (metriche, link, performance).

Invece, continua a gestire manualmente:

  • le risposte ai commenti e ai messaggi diretti;
  • la gestione delle crisi e delle segnalazioni;
  • la scelta del tono di voce;
  • la revisione finale dei testi;
  • le decisioni su cosa spingere e cosa invece lasciar “morire” senza rimorsi.

Pensa all’automazione come al cruise control di un'auto: mantiene la velocità, ma al volante resti sempre tu.

Livello 1: programmazione delle pubblicazioni

Il classico “posto quando ho tempo” in realtà vuol dire “posto quando mi ricordo, quando ho tempo, quando ho l'energia per farlo”.

La soluzione più semplice è usare uno strumento di programmazione (o le funzioni native delle piattaforme) per programmare i post in anticipo.

Esempio pratico: calendario mensile in una sessione

  1. Scegli 3-5 temi ricorrenti (come se fossero rubriche, categorie).
    • Esempi: “dietro le quinte”, “caso di studio”, “consiglio pratico”, “errore comune”, “strumento del mese”, etc.
  2. Produci i contenuti a blocchi.
    • in 2 ore scrivi 10 testi brevi;
    • in 1 ora prepari 10 immagini o template.
  3. Programma tutto in un calendario editoriale.
  4. Lascia buchi liberi per l’attualità e per i post spontanei.

Mini-checklist per evitare l’effetto “robot che posta”

  • Alterna formati (testo, carosello, video breve, link).
  • Cambia incipit: se inizi ogni post con “Oggi voglio parlarti di...”, dopo il terzo ti segnalano per crimini contro la comunicazione.
  • Prepara 5 varianti dello stesso concetto e ruotale.

Livello 2: integrazione tra piattaforme (flussi automatici)

Quando pubblichi un contenuto “madre” (articolo, video, newsletter), la parte noiosa è sempre la stessa: copiarlo, adattarlo, incollarlo, formattarlo, ripubblicarlo. Ogni volta. Su più canali.

Con strumenti di automazione tipo Make o Zapier crei flussi del tipo:

se succede X → allora fai Y

Esempio pratico 1: “Nuovo articolo sul sito → post social automatici”

Trigger: pubblichi un nuovo articolo sul blog.
Azioni:

  • crei 2-3 copy diversi (LinkedIn, Facebook, X);
  • aggiungi UTM per tracciare i clic;
  • programmi i post a distanza di 1-3 giorni (così non fai la “mitragliata”).

Extra utile: se scrivi spesso, considera la creazione di contenuti con IA, poi rifinisci con il tuo tocco umano.

Esempio pratico 2: “Newsletter → pillole social”

Trigger: invii una newsletter
Azioni:

  • estrai automaticamente 3 punti chiave;
  • crei 3 post brevi (uno al giorno per tre giorni);
  • li metti in coda nel tool di scheduling.

Esempio pratico 3: “Nuovo video → LinkedIn + archivio contenuti”

Trigger: pubblichi un video (YouTube, Vimeo, ecc.)
Azioni:

  • pubblichi un post su LinkedIn con descrizione e link;
  • salvi titolo, link, argomento, data in un foglio Google o Airtable.

Livello 3: riciclo intelligente in base ai risultati

Creare contenuti nuovi ogni giorno è un ottimo modo per vivere la stessa esperienza di un monaco amanuense benedettino.

Invece pensa che i tuoi contenuti migliori spesso sono già lì, sepolti sotto mesi di post dimenticati.

Con l’automazione “avanzata” puoi:

  1. analizzare i dati (visite, clic, commenti, conversioni);
  2. selezionare i contenuti migliori;
  3. rimetterli in circolo con piccoli adattamenti.

Esempio pratico: “top 10 del trimestre → ripubblicazione automatica”

Fonti dati possibili:

  • Google Analytics (o equivalente);
  • insight delle piattaforme;
  • dati della newsletter, se ne hai una (open rate, clic).

Flusso:

  • estrai i 10 contenuti con più visite o più clic negli ultimi 90 giorni;
  • li salvi in un database (Airtable o Google Sheets);
  • per ogni contenuto generi:
    • un post riassuntivo;
    • una domanda per stimolare commenti;
    • una variante “bastian contrario” (se coerente col tuo brand);
  • programmi la ripubblicazione con cadenza regolare.

Variante ancora più utile: “un contenuto, tre formati”

Prendi un post che ha funzionato e trasformalo in:

  • carosello (3-5 slide);
  • mini-script per video breve;
  • post testuale lungo per LinkedIn.

Cambia il pacchetto, ma il concetto resta lo stesso: arrivare a tenere più copertura con meno fatica.

Se usi l’IA per generare le varianti, ti serve una fase finale di pulizia a mano, altrimenti rischi di scrivere con la prosa “slavata” tipica dell'intelligenza artificiale generativa. In quel caso torna utile il nostro servizio di umanizzazione dei testi.

Una “ricetta” di automazione da provare

Se vuoi provare da solo, ecco una ricetta facile:

  1. Crea una libreria contenuti (su Google Sheet o Airtable) con colonne: titolo, link, tema, formato, data, canale.
  2. Scegli 4 categorie e assegnale ai giorni della settimana.
  3. Produci in batch: un pomeriggio al mese.
  4. Programma il 70% dei post, lascia un 30% libero.
  5. Imposta un flusso: nuovo articolo/newsletter → 2 post social in coda.
  6. Ogni mese ricicla i 5 contenuti migliori del mese precedente.

Errori più comuni

  • Automatizzare senza una linea editoriale. Ti ritrovi con post casuali che sembrano scritti da tante persone diverse.
  • Riempire il calendario e sparire. Le persone commentano, tu non rispondi, e intanto il tuo brand diventa come un cartellone pubblicitario abbandonato sulla tangenziale.
  • Riciclare senza aggiornare. Un contenuto del 2021 può ancora funzionare, ma devi controllare gli esempi, gli screenshot, le cifre e gli strumenti citati.
  • Fissarsi sulle vanity metrics. Like e impression sono solo indicatori. Per pagare l'affitto o il mutuo servono contatti e vendite.

Una domanda semplice per concludere

Quante ore alla settimana stai regalando alle operazioni ripetitive che un flusso automatico potrebbe fare al posto tuo?

Se vuoi progettare un sistema su misura (senza impazzire tra mille tool), parti da qui: automazione di processi. Oppure scrivici direttamente.

Traduttore tecnico, project manager, mentore e ammiratore dell’ingegno. Socio fondatore di Qabiria.

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