Read the Docs vs Docusaurus

Quale software scegliere per la tua documentazione di prodotto?

Read the docs docusaurus

La documentazione tecnica è spesso il primo punto di contatto tra un prodotto e i suoi utenti, sviluppatori, partner o clienti finali. Eppure viene ancora trattata come un lavoro secondario. Due strumenti dominano oggi il mercato per chi vuole fare le cose per bene: Read the Docs e Docusaurus. Questo articolo confronta entrambi in modo diretto, così puoi scegliere quello giusto per il tuo team.

Cos'è Read the Docs?

Read the Docs è una piattaforma nata nel 2010 con un obiettivo preciso: rendere la documentazione dei progetti open source accessibile, versionata e sempre aggiornata. Oggi è uno strumento maturo usato da migliaia di progetti, da piccole librerie Python a framework enterprise.

Il suo punto di forza principale è l'integrazione con i repository Git (GitHub, GitLab, Bitbucket): ogni push aggiorna automaticamente la documentazione pubblicata. Supporta più versioni in parallelo, funzione fondamentale per progetti con release attive multiple, e si basa su Sphinx o MkDocs come motori di rendering.

Read the Docs è ideale quando vuoi automatizzare al massimo il ciclo di vita della documentazione e mantenerla strettamente allineata al codice.

Cos'è Docusaurus?

Docusaurus è un generatore di siti statici sviluppato da Meta (Facebook), pensato per creare portali di documentazione moderni, personalizzabili e facili da mantenere. È costruito su React e abbraccia pienamente l'approccio docs as code: i contenuti si scrivono in Markdown (o MDX, che combina Markdown e JSX), si versionano con Git e si distribuiscono come qualsiasi altra applicazione web.

La versione 3.x, attualmente stabile, offre supporto nativo a TypeScript, un motore di ricerca locale integrato, temi personalizzabili e un sistema di plugin estensibile. È la scelta preferita per chi vuole un portale di documentazione con una forte identità visiva e un'esperienza utente curata.

Confronto diretto

Facilità d'uso

Read the Docs ha una curva d'apprendimento più bassa per chi non ha esperienza con lo sviluppo front-end: si crea un repository, si configura un file YAML e la piattaforma si occupa del resto. Il punto debole è che per personalizzazioni avanzate bisogna conoscere Sphinx, che ha una sintassi propria (reStructuredText) non sempre intuitiva.

Docusaurus richiede Node.js e una minima familiarità con l'ecosistema JavaScript, ma chi conosce React troverà tutto molto naturale. La configurazione iniziale è semplice (npx create-docusaurus@latest), e la documentazione ufficiale è eccellente.

Personalizzazione

Docusaurus vince nettamente. Il sistema di temi e plugin permette di personalizzare layout, componenti, stili e comportamenti senza toccare il core. Read the Docs offre meno flessibilità: si possono scegliere vari temi predefiniti (il più usato è Read the Docs theme per Sphinx) ma si è più vincolati nella struttura.

Integrazione con il flusso di sviluppo

Entrambi supportano l'approccio docs as code e l'integrazione con CI/CD. Read the Docs automatizza completamente il deploy a partire dal repository. Docusaurus si integra con qualsiasi pipeline CI (GitHub Actions, GitLab CI, Netlify, Vercel) con configurazioni standard e ben documentate.

Ricerca

Docusaurus include Algolia DocSearch (gratuito per progetti open source) o un motore di ricerca locale basato su Lunr. La ricerca è rapida e contestuale.

Read the Docs offre una ricerca integrata più basilare, sufficiente per la maggior parte dei casi, ma meno raffinata.

Supporto multilingua

Docusaurus ha un sistema di internazionalizzazione (i18n) nativo, con supporto per traduzioni gestite tramite file JSON o la piattaforma Crowdin.

Read the Docs supporta la traduzione tramite Transifex o Weblate, ma la configurazione è più complessa.

Scalabilità

Read the Docs gestisce bene progetti con documentazione estesa e molte versioni parallele: è il suo caso d'uso principale.

Docusaurus scala altrettanto bene dal lato tecnico, ma richiede che si gestisca autonomamente l'hosting e le performance.

Costi

Read the Docs offre un piano gratuito per progetti open source con hosting incluso. I piani a pagamento (da circa $50/mese per team aziendali) aggiungono domini personalizzati, analytics, supporto prioritario e rimozione della pubblicità.

Docusaurus è open source e gratuito. I costi dipendono dall'hosting scelto: Vercel e Netlify offrono piani gratuiti generosi per siti statici, mentre soluzioni enterprise richiedono infrastruttura propria. Non ci sono costi di licenza.

Quando scegliere Read the Docs

  • Il tuo progetto è open source e vuoi hosting gratuito immediato
  • Stai già usando Sphinx o MkDocs
  • Hai bisogno di gestire molte versioni della documentazione in parallelo
  • Preferisci un setup con meno variabili da gestire

Quando scegliere Docusaurus

  • Vuoi pieno controllo su design e user experience
  • Il tuo team conosce React o JavaScript
  • Hai bisogno di un portale multilingua ben strutturato
  • Vuoi integrare componenti interattivi (demo, playground, widget) nella documentazione
  • Stai costruendo un sito di documentazione che deve sembrare un prodotto

Conclusione

Non esiste una scelta universalmente migliore. Read the Docs è la soluzione più rapida e automatizzata, perfetta per chi vuole concentrarsi sui contenuti senza preoccuparsi dell'infrastruttura. Docusaurus è lo strumento giusto per chi vuole costruire un portale di documentazione professionale, con piena libertà creativa e una forte coerenza con il brand.

Se sei ancora indeciso, considera questo: Read the Docs si configura in un'ora; Docusaurus in un giorno. Entrambi possono durare anni. La vera differenza è quanto vuoi investire in personalizzazione e quanto questo investimento vale per il tuo prodotto.

Hai ancora dubbi? Ogni progetto è diverso: stack tecnologico, dimensione del team, budget, tempi. Non esiste una risposta giusta uguale per tutti. Contattaci senza impegno con qualche dettaglio sul tuo contesto e ti mandiamo una valutazione personalizzata.

Traduttore tecnico, project manager, imprenditore. Laureato in Lingue e Master in Design e produzione multimedia. Ha fondato Qabiria nel 2008.

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