Il linguaggio controllato: il punto di vista di una “pilota” esperta

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Il linguaggio controllato: il punto di vista di una “pilota” esperta

Easy reading is damn hard writing.
Nathaniel Hawthorne

Intervista a Daniela Zambrini, associate member di STEMG

Abbiamo già introdotto il linguaggio controllato, ne abbiamo descritto le caratteristiche e illustrato i vantaggi, tanto per chi commissiona la traduzione di un testo tecnico, quanto per lo stesso traduttore professionista. Per approfondire meglio i vari aspetti di questo strumento così prezioso, e capire come utilizzarlo, abbiamo intervistato un’esperta del settore: Daniela Zambrini, associate member di STEMG dal 2014, il gruppo di lavoro incaricato della manutenzione della specifica ASD-STE100 (Aerospace and Defence Simplified Technical English). Daniela è Public Affairs Specialist per Alitalia e traduttrice freelance da oltre quindici anni, specializzata in settori come aerospazio e difesa, trasporto aereo, nautica e logistica.

Dallo spazio al Simplified Technical English

Il suo primo approccio alla traduzione è avvenuto per caso quando era ancora all’università. Per diversi anni ha difatti collaborato con una ricercatrice traducendo articoli legati al diritto internazionale dello spazio e incentrati sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ci racconta Daniela: «All’epoca non potevo immaginare che sarebbe diventato il mio campo di specializzazione, eppure in qualche modo il destino mi aveva già indicato la strada». Anni dopo, avendo coniugato una lunga carriera presso una compagnia aerea con l’attività di traduttrice freelance, si è imbattuta per caso in un articolo dedicato alla Specifica ASD-STE100 e ha voluto saperne di più: «Sono entrata in contatto con il presidente del gruppo di lavoro STEMG, Orlando Chiarello, invitandolo a partecipare come relatore alla conferenza di ProZ.com che ho organizzato a Pisa nel 2014. Mi sono appassionata alla materia, ho seguito il corso di certificazione online presso l’Università Telematica UniNettuno e poi sono stata ammessa al gruppo di lavoro STEMG in qualità di Associate Member».

Ambiti di applicazione del linguaggio controllato

Parlando degli ambiti di applicazione, Daniela spiega che, nonostante la Specifica ASD-STE100 sia nata per le esigenze del mondo aeronautico, secondo le statistiche aggiornate della distribuzione, il 58% degli utenti appartiene ad altri settori, come automotive, nautica, dispositivi elettromedicali, informatica, logistica, telecomunicazioni, trasporto ferroviario, energia, ecc. e aggiunge: «I principi del Simplified Technical English sono utilizzabili per qualsiasi tipologia di documentazione tecnica. STE è inoltre un requisito per le specifiche S1000D e ATA ispec 2200».

Una risorsa per le aziende, i primi passi da compiere

Inserire il linguaggio controllato nella propria azienda rappresenta un investimento, ma da dove cominciare?

Secondo Daniela, «è sicuramente possibile partire dalla documentazione già esistente e ipotizzare una riscrittura secondo i principi del linguaggio controllato. Tuttavia, non è un’operazione da sottovalutare. Redattori e traduttori tecnici devono poter lavorare in team con gli esperti della materia e del settore specifico e l’ideale sarebbe potersi anche confrontare con gli utenti finali.»

Magari una piccola azienda potrebbe decidere di creare un proprio elenco di regole per la redazione dei testi, proprio per facilitare la traduzione, senza adottare un linguaggio controllato vero e proprio, ma secondo Daniela non sarebbe una scelta conveniente: «Perché creare ex novo un elenco di regole quando esiste già un linguaggio controllato riconosciuto? STE non è solo un elenco di regole, è un linguaggio controllato con un suo dizionario che contiene un numero sufficiente di parole per poter esprimere qualsiasi concetto». 

Le prospettive in Italia

Sempre più aziende italiane si rivolgono a linguisti e copywriter per ottenere testi semplici che vadano dritti al punto; ancora però in poche producono testi pensati per la traduzione, una fase fondamentale della catena di montaggio per qualsiasi azienda che voglia inserirsi nel mercato globale. Sembra però che stiano nascendo delle iniziative promettenti, difatti Daniela ci informa che nel 2016 l’Associazione italiana per la comunicazione tecnica (COM&TEC) ha pubblicato il manuale “ITS Italiano Tecnico Semplificato” redatto dalla ricercatrice Ilaria Gobbi. Inoltre, per chi volesse approfondire l’argomento, la Com&Tec ha da poco annunciato il “World Forum on Controlled Natural Languages” che si terrà a Firenze a marzo 2018 e a cui parteciperà anche Daniela insieme ad altri colleghi dello STEMG.

Rendersi insostituibili con una specializzazione d’alta quota

Al traduttore tecnico che vuole approfondire la conoscenza del Simplified Technical English, Daniela consiglia di richiedere una copia gratuita della Issue 7 della Specifica, compilando il modulo sul sito ufficiale di ASD-STE 100 e sottolinea: «Sebbene vi siano in rete molte aziende che pubblicizzano opportunità di formazione, solo i membri del gruppo STEMG possono erogare corsi in aula con rilascio di certificazione, mentre l’unico ente accreditato da ASD per la formazione certificata online è l’Università Telematica UniNettuno.»

La specializzazione per un traduttore è come il brevetto di volo per un aspirante pilota, senza acquisire capacità specifiche si andrà poco lontano. Essere specializzati in ambiti così particolari come quelli di Daniela sicuramente aiuta a diventare un punto di riferimento nel proprio settore e la sua conoscenza del linguaggio controllato è un’ulteriore capacità che la distingue da molti colleghi.

Quando le ho chiesto quali vantaggi le ha portato la conoscenza approfondita del Simplified Technical English e delle sue regole, ha risposto: «Senza dubbio lo studio approfondito della Specifica e l’appartenenza allo STEMG mi ha offerto molte opportunità di lavoro con clienti, diretti e tramite agenzie, che utilizzano la Specifica per la redazione di documentazione tecnica, soprattutto nel campo dell’aerospazio e della difesa».

Ci sono anche dei vantaggi indiretti, infatti chi lavora per anni con il linguaggio controllato, come Daniela, sviluppa una forma mentis indispensabile per la traduzione tecnica, tesa a mettersi sempre nei panni del lettore/utente e assicurarsi a tutti i costi che il testo sia chiaro, inequivocabile, privo di fraintendimenti, sottintesi e ambiguità.

Raggiungere la semplicità però non è così scontato, per questo è importante non improvvisarsi e acquisire la giusta consapevolezza prima di prendere i comandi. Come dice Daniela: «Scrivere utilizzando un linguaggio controllato non è affatto semplice. Mi piace citare Nathaniel Hawthorne: Easy reading is damn hard writing!».

Il linguaggio controllato si conferma uno strumento prezioso che vale la pena imparare a gestire. Che siamo dei traduttori professionisti o un’agenzia, è fondamentale aggiornare la propria cassetta degli attrezzi, affinando nozioni e capacità. Ringraziamo Daniela Zambrini per questa chiacchierata e se anche voi volete diventare degli esperti di questo ambito, acquisendo il controllo di un linguaggio efficace, vi consigliamo di seguire le sue dritte.

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