Tradurre siti web con i translation proxy

Tradurre siti web con i translation proxy

La localizzazione di siti web

Tradurre e adattare siti web è un’operazione complessa, che richiede una stretta collaborazione fra almeno quattro diversi profili: committente, creatore dei contenuti web, sviluppatore web e traduttore. A grandi linee, sono tre i metodi tradizionali di localizzazione di un sito:

  1. la traduzione diretta all’interno del back-end del sito;
  2. la traduzione esterna dei contenuti previamente esportati;
  3. una combinazione dei due metodi precedenti.

In generale, si tratta di un processo articolato che presuppone almeno 5 macrofasi, illustrate qui sotto, più una fase di testing.

fasi-della-localizzazione-web

Un ulteriore fattore di complessità è la casistica pressoché infinita di tipi di siti web, per cui è molto difficile definire “ricette” che vadano bene in tutti i casi.

Per linearizzare questo processo sono nate soluzioni client-based che rovesciano il paradigma tradizionale. Consapevoli che il termine possa essere riduttivo, ma in mancanza di una scelta migliore, chiameremo “translation proxy” o “localization proxy” questi sistemi, usando il termine con cui la maggior parte dei fornitori definisce la propria tecnologia.

Cenni teorici

Che cosa sono questi sistemi di translation proxy? Prima di procedere, giusto qualche cenno teorico per comprenderne il funzionamento. In informatica si definisce “proxy” (che significa intermediario) un programma che si interpone tra un client e un server, fungendo da tramite tra i due, ovvero inoltrando le richieste e le risposte dall’uno all’altro. Il client si collega al proxy anziché direttamente al server, inviandogli delle richieste. Il proxy a sua volta si collega al server e inoltra la richiesta del client, riceve la risposta e la inoltra al client.

Nel caso di un translation proxy, il proxy riceve le richieste di pagine tradotte e le serve all’utente, prelevando da un lato i contenuti tradotti da un database che contiene le stringhe originali e le rispettive traduzioni, dall’altro la struttura del sito dal server originale, sostituendo in tempo reale i testi originali del sito con i relativi testi tradotti.

Come avviene tutto questo? Tutto parte dalla scansione del sito originale mediante un bot (che è una parte del sistema fornito e che solitamente è un semplice script da inserire nel codice del sito), il quale esamina tutte le pagine, salvando in una banca dati tutte le stringhe di testo rilevate come traducibili. Il contenuto di questa banca dati viene quindi tradotto. Questa fase di traduzione (e relativa correzione) può avvenire sia all’interno del sistema di translation proxy, sia esternamente, mettendo a disposizione dei traduttori il contenuto della banca dati sotto forma di file CSV, XLIFF o altro. I contenuti tradotti vengono importati nuovamente nella banca dati (automaticamente se la traduzione avviene online, oppure caricando il file tradotto, se la traduzione avviene offline).

diagramma-funzionamento-translation-proxy

Illustrazione basata su http://contenthere.net/2012/02/introduction-to-translation-proxies.html di Seth Gottlieb

È a questo punto che il sistema funge da vero e proprio proxy. La versione tradotta dei contenuti risiede infatti su un server proxy e sostituisce dinamicamente il contenuto della lingua di origine quando un utente accede a una delle pagine del sito, intercettandone le richieste. Il funzionamento è simile a quello degli annunci pubblicitari che vengono personalizzati a seconda delle impostazioni locali. Il tutto avviene nell’ordine dei millisecondi ed è trasparente agli occhi dell’utente, il quale visualizza semplicemente il sito nella lingua selezionata.

Vantaggi e svantaggi dei translation proxy

Alcune caratteristiche rendono questi nuovi sistemi molto allettanti:

  • i contenuti traducibili di un sito vengono rilevati automaticamente;
  • si può pubblicare un sito tradotto con zero righe di codice senza ricorrere a sviluppatori;
  • funziona anche con siti dinamici e di e-commerce;
  • si aprono possibilità di collaborazione fra fornitori di translation proxy e agenzie di traduzioni.

All’interno di un processo di localizzazione web classico, il ricorso a un translation proxy consente di eliminare numerose fasi, fra cui:

  • il setup di un server di prova;
  • l’identificazione manuale dei contenuti;
  • la relativa estrazione;
  • la conversione in un formato “digeribile” dai sistemi di traduzione assistita;
  • la successiva importazione nel sistema.

Inoltre non è necessario intervenire da un lato sui contenuti dinamici (articoli, blog post, testi creati dall’utente, ecc.) e dall’altro sulle stringhe inserite nell’interfaccia del template o del framework usato per la costruzione del sito (pulsanti, messaggi di sistema, ecc.): tutto viene aggregato dal bot e reso traducibile.

Un’altra considerazione importante: un translation proxy è un modo molto pratico di rendere localizzabile un sito che non era stato progettato come localizzabile, quindi libera il committente dall’obbligo di rifare tutto il sito quando decide di internazionalizzarsi.

Possiamo dunque sintetizzare nel seguente modo i vantaggi di questi sistemi:

Vantaggi

per il committente

per il traduttore

per il web developer

Evita il ricorso a complessi procedimenti di export/import dei testi

Rende localizzabili anche le piattaforme che non lo sono

 

Espone ai traduttori sia i contenuti “editoriali” sia quelli del template

 

Centralizza le traduzioni in una piattaforma online

 

Semplifica la gestione degli aggiornamenti

I migliori sistemi offrono una visualizzazione contestualizzata dei testi

 

 

Quali sono gli svantaggi dei translation proxy? In primo luogo, data la tecnologia alla base del sistema, i siti tradotti sono una replica di quello originale (il menu dev’essere lo stesso). Non è possibile, o meglio, va al di là della logica di questi sistemi, avere un sito completo in una lingua e versioni ridotte per le altre. Questioni tecniche a parte (queste limitazioni sono comunque aggirabili in qualche modo), rimangono tutte le questioni commerciali: le traduzioni sono memorizzate sui server del fornitore del servizio, a cui si rimane legati per tutta la vita del sito tradotto. Vanno valutati con attenzione i termini del servizio onde evitare abusi o situazioni critiche inerenti alla riservatezza.

Un altro fattore di cui tenere conto è la relazione fra fornitore di translation proxy, committente e agenzia di traduzioni. Molti translation proxy offrono i loro servizi direttamente alle agenzie (anche in white label), le quali successivamente possono fornire il servizio di localizzazione ai loro clienti. Sono necessari contratti di fornitura chiari per stabilire le responsabilità di ciascuno. Infine, poiché si tratta di sistemi relativamente nuovi, vanno valutate attentamente anche l’affidabilità e la tenuta delle aziende che offrono questi servizi, per evitare di rimanere esposti ad eventuali cambiamenti di politiche commerciali o alla sua scomparsa in caso di fallimento. È comunque una questione che si pone ogniqualvolta si affida una funzione aziendale chiave a un fornitore esterno.

Risultati del nostro sondaggio

Nel tentativo di offrire una panoramica quanto più completa su questi sistemi, la cui introduzione è relativamente recente, nel mese di ottobre del 2014 abbiamo chiesto a 12 fornitori di compilare un breve sondaggio online. Di questi, ci hanno risposto in 5. Dai risultati emergono alcuni dati interessanti.

Innanzitutto, abbiamo avuto la conferma che questo settore è ancora giovane e che la concorrenza è agguerrita: quattro delle cinque aziende hanno meno di 10 dipendenti, la più recente è stata costituita nel 2013, la più vecchia nel 2008. Tranne un sistema open source (SWeTE), tutti gli altri utilizzano tecnologia proprietaria; sia la soluzione open source che 3 delle altre 4 vengono offerte anche in white label. A questo proposito, un inciso: una recente sentenza di un tribunale americano ha dichiarato la non validità di tre brevetti dell’azienda MotionPoint relativi a sistemi di gestione delle traduzioni e proxy di traduzione, in quanto violano la tecnologia già brevettata da TransPerfect (http://www.google.com/patents/US6857022). Questo caso segna un precedente, che potrebbe sfociare nella richiesta di indennizzo di TransPerfect anche nei confronti dei fornitori di sistemi di translation proxy di seconda generazione. Per ulteriori dettagli rimandiamo all’analisi di questo contenzioso svolta da Donald DePalma di Common Sense Advisory.

A livello di funzionalità, si nota la tendenza a offrire sistemi molto semplificati, in cui i traduttori devono occuparsi soltanto della traduzione. Infatti tutti i sistemi offrono:

  • un editor online per le traduzioni, con anteprima contestualizzata
  • la pretraduzione mediante motori di traduzione automatica

Oltre a questo, a livello di sviluppo, tutti i sistemi offrono:

  • funzionalità SEO per i siti tradotti
  • pieno controllo sul CSS del sito tradotto
  • un meccanismo per sostituire le immagini dei siti tradotti

Soltanto alcuni dispongono di connettori o plugin per i maggiori CMS (Joomla, WordPress e Drupal), il cui funzionamento è comunque tutto da testare: l’integrazione con i sistemi esistenti è un ambito su cui c’è ancora da lavorare.

Per quanto riguarda invece le funzionalità legate all’attività delle agenzie, quasi tutti i sistemi offrono la possibilità di esportare le stringhe come XLIFF (e di importarle nuovamente). Alcuni (3 su 5) consentono anche l’utilizzo di memorie di traduzione, mentre soltanto uno consente anche di allegare un glossario di progetto. Infine, soltanto un sistema consente di esportare in formato TMX le traduzioni eseguite nell’editor online.

Tutto sommato i risultati dimostrano che questi sistemi sono sufficientemente maturi da poter essere utilizzati in ambito produttivo, anche se non sempre sono calibrati sulle esigenze del traduttore professionista o dell’agenzia. Alcuni sono più evoluti di altri e anche l’approccio al servizio è di vario tipo. Alcuni offrono sistemi preconfezionati, mentre altri puntano sull’estrema personalizzazione.

Vi invitiamo a visitare le pagine dei vari fornitori per ulteriori dettagli.

Sitografia

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