Tradurre ebook nel 2019: ne vale la pena?

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Tradurre ebook nel 2019: ne vale la pena?

L’editoria elettronica, ovvero il settore degli ebook e del self publishing, ha rivoluzionato il mercato editoriale così come l’MP3 rivoluzionò anni fa quello musicale.

La possibilità offerta a tutti di pubblicare ebook (o paperback in print on demand) e distribuirli su molti negozi allo stesso tempo con un investimento contenutissimo (e prescindendo di fatto dalle case editrici) apre possibilità finora riservate a pochi autori di successo (o a chi era in grado di autofinanziarsi la pubblicazione).

Oltre a qualche spunto di riflessione, in questo articolo offriamo uno strumento per calcolare i costi di traduzione di un ebook o di un libro cartaceo in print on demand e capire quali potrebbero essere i guadagni per autore e traduttore in base alla condivisione delle royalties.

Cercheremo di scoprire anche quale sarebbe il modello di business più appropriato per proporre un servizio di traduzione agli autori di ebook in self publishing, naturalmente senza alcuna pretesa di completezza e basandoci esclusivamente sulla nostra esperienza personale e sulle nostre ricerche, il tutto come spunto di riflessione e di discussione.

La facilità d’uso dei servizi di self publishing, come Kindle Direct Publishing di Amazon, Smashwords.com e uno dei portali leader in Italia, StreetLib, sta incrementando a dismisura il numero di opere disponibili nelle librerie online.

Fra gli autori, chi gode di un certo successo in patria inizia a rivolgersi ai traduttori di ebook per valutare la possibilità di tradurre la propria opera in altre lingue, soprattutto in inglese per raggiungere il mercato anglofono.

Sembrerebbe l’aprirsi di un enorme mercato per i traduttori. Tuttavia, anticipiamo la conclusione della nostra analisi, i costi di traduzione sono sostenibili soltanto per chi vende un altissimo numero di copie.

Di fatto, nell’equazione «autore-casa editrice-traduttore», l’autoeditoria elettronica ha forse reso marginale la casa editrice, ma non ha cambiato radicalmente il presupposto di base per l’esportazione:

per potersi permettere la traduzione del proprio libro è necessario venderne migliaia di copie.

Quali sono i vantaggi del self publishing per un autore?

Per cominciare, definiamo come «modello di business» il modo in cui un’organizzazione o un progetto crea e trasmette valore.

Un autore di ebook o di libri in print on demand percepisce come valore i seguenti elementi:

  • distribuire il proprio testo su mercati di lingua diversa da quella originale (se italiano, soprattutto il mercato di lingua inglese);
  • affidare il suo libro a un traduttore disposto a tradurre ebook in cambio di una percentuale delle royalties (quindi poter tradurre il proprio libro anche senza investimento iniziale);
  • eventualmente suddividere il testo fra più traduttori per minimizzare i tempi di traduzione.

Quali sono i vantaggi del self publishing per i traduttori di ebook?

I traduttori, professionisti o dilettanti, percepiscono come valore un sistema che permette loro di:

  • essere retribuiti in modo equo per il lavoro di traduzione svolto;
  • incassare royalties lungo un lasso di tempo variabile, che - complessivamente - potrebbero risultare superiori alla sola retribuzione del lavoro di traduzione;
  • legare il proprio nome a un libro o a un autore di successo.

La traduzione è sostenibile solo per i testi più venduti

Mentre per un autore il self publishing rappresenta una vera e propria rivoluzione in termini di abbattimento dei costi, per un traduttore tradurre testi cartacei o ebook è esattamente lo stesso, sia in termini di tempo che di costi.

Si può presupporre che la facilità intrinseca nell’autopubblicazione aumenterà la diffusione dei testi da tradurre, incrementando quindi anche la richiesta di traduttori. Tuttavia il costo, per certi versi proibitivo, della traduzione realizzata da persone (non necessariamente professionisti), rende il servizio alla portata soltanto degli autori i cui libri hanno grande successo.

Infatti, persino considerando tariffe ben inferiori a quelle di mercato, il costo di tradurre un ebook di circa 100 pagine (considerando due fasi, una di traduzione e una di correzione) difficilmente scende sotto i 1000 euro. Per testi di una lunghezza medio-lunga si superano tranquillamente i 5000 euro.

Per arrivare a queste stime abbiamo approntato uno strumento di calcolo, offerto così com’è e in versione del tutto sperimentale, che serve a stimare la convenienza dei vari scenari di collaborazione.

Come dicevamo, al di sotto di un considerevole numero di copie vendute o di ottime prospettive di vendita del testo tradotto, il costo della traduzione è insostenibile.

D’altro canto, scegliere di tradurre un ebook di grande diffusione, condividendone le royalties, può portare un traduttore a guadagnare cifre di un’ordine di grandezza superiore a quelle della semplice retribuzione per parola tradotta o a forfait.

Ciò significa anche che la traduzione di ebook di scarsa diffusione difficilmente può essere eseguita da traduttori professionisti, poiché gli introiti generati dalle royalties non sarebbero sufficienti a coprirne il costo (se si ipotizza un modello basato solo sulle royalties).

Questi testi potrebbero essere comunque alla portata di traduttori non professionisti, studenti o dopolavoristi, per i quali degli introiti non in linea con quelli di mercato potrebbero lo stesso risultare appetibili. Non è questa la sede per aprire una discussione sulla qualità delle traduzioni svolte da dilettanti. La questione è, ancora una volta, semplicemente legata ai numeri: vista la facilità con cui si può (auto)pubblicare un ebook, è logico pensare che l’offerta di testi da tradurre sia immensamente più vasta dei traduttori professionisti disponibili, aprendo il campo anche ai dilettanti, cioè a chi non traduce per professione.

Anche alla luce di questo, qualsiasi ipotesi di nuovo modello di business dovrebbe catturare l’attenzione dei traduttori professionisti, offrendo loro un vantaggio reale al di là di un semplice «lavoro in più». Un guadagno protratto nel tempo, a fronte di un lavoro svolto una tantum, potrebbe essere questo vantaggio aggiuntivo.

Nuovi business model per la traduzione di ebook o libri in print on demand?

Arrivare a una quadratura del cerchio, ovvero a uno scenario in cui:

  • gli autori possano far tradurre i propri libri a prezzi «fuori mercato», pur mantenendo una qualità pubblicabile;
  • i traduttori percepiscano una retribuzione giusta per il loro lavoro;
  • la piattaforma di distribuzione guadagni le commissioni abituali;
  • ci sembra francamente irraggiungibile. È facile arrivare a questa conclusione dopo aver giochicchiato un po’ con lo strumento di calcolo offerto qui sopra.

    Un’opzione potrebbe essere quella di suddividere il lavoro di traduzione fra più traduttori (almeno più di cinque per i libri di media lunghezza), sfruttando il cosiddetto crowdsourcing. Tuttavia quest’opzione ha alcuni svantaggi difficilmente superabili.

    Limiti del crowdsourcing per la traduzione di ebook

    Esistono almeno 4 problemi intrinseci al crowdsourcing:

  • come suddividere il testo da tradurre;
  • frammentazione dei guadagni;
  • garanzie di completezza;
  • allestimento e manutenzione del sistema.
  • 1. Storicamente il crowdsourcing è stato utilizzato per la localizzazione di software open source (basti pensare alla traduzione dell’interfaccia di Firefox o di moltissimi altri programmi). In questi casi è piuttosto semplice spezzettare il testo originale, poiché esso è costituito principalmente da stringhe separate, spesso con una propria autonomia.

    Eppure, anche in questi casi si notano spesso problemi di incongruenza terminologica e sintattica (ovvero, la stessa parola o la stessa frase originale viene tradotta in modi diversi).

    Suddividere un saggio o un romanzo porterebbe a problemi di incongruenza ancor maggiori. Anche nel caso in cui ci fosse una fase di attenta revisione, questa potrebbe trasformarsi in una vera e propria riscrittura.

    2. Se il testo da tradurre viene condiviso fra più traduttori, se ne dovranno condividere anche le relative royalties, con un’estrema frammentazione dei guadagni che renderebbe percorribile questa strada solo per i libri di grandissimo successo.

    3. Un ulteriore problema è la garanzia di completezza: come ci si tutela dagli abbandoni? Chi garantisce che tutti i traduttori coinvolti finiscano la loro parte entro i tempi prestabiliti? Vero è che alcuni best seller sono stati tradotti dalla comunità dei lettori prima ancora che ne uscisse la traduzione ufficiale (si pensi ai libri di Harry Potter), ma in questi casi la comunità conosce a fondo l’universo in cui si svolge la storia ed è quindi molto meno propensa a commettere errori di incongruenza ed è assai motivata, per via della passione alla base dell’operazione. E stiamo parlando di progetti con un pubblico planetario, dove i grandi numeri rendono di fatto possibile qualsiasi approccio collaborativo.

    4. Gli ultimi due punti renderebbero necessario l’intervento di moderatori, mentre, nell’idea di chi scrive, qualunque sistema di supporto per la collaborazione fra autori e traduttori dovrebbe essere (quasi) del tutto automatico.

    Un esempio fallito: Babelcube

    A dire il vero c’è qualcuno che ha provato a creare un portale con caratteristiche simili a quelle qui descritte. Il progetto si chiama Babelcube ed è nato proprio per mettere in comunicazione autori e traduttori, stabilendo una condivisione delle royalties incrementale, cioè che cambia nel tempo all’aumentare delle copie vendute. Rimandiamo al loro sito per i dettagli esatti.

    Tuttavia, la nostra esperienza con questa piattaforma è stata del tutto negativa. Al momento di pubblicare uno dei nostri ebook (Il traduttore insostituibile) lo caricammo su Babelcube per poterlo tradurre in altre lingue. Ci rispose una traduttrice portoghese (come spiegato nell’articolo «Il traduttore insostituibile alla conquista del Brasile... e del Portogallo!»), che si prese carico della traduzione in modo molto professionale.

    Purtroppo però, dopo aver inviato la traduzione, il libro in portoghese rimase nel limbo per molti mesi. Numerosi messaggi inoltrati al servizio di assistenza e persino qualche tweet di reclamo non sortirono alcun effetto.

    Dopo quasi un anno, guarda caso prima che potessimo legalmente rescindere il contratto in vigore e pubblicare la traduzione per conto nostro, il libro venne pubblicato su Amazon e Streetlib. Lo status di pubblicazione sulle altre piattaforme su cui Babelcube dovrebbe distribuire la traduzione è da un anno fermo come nello screenshot sottostante.

    babelcube publishing status

    Le royalties maturate ad oggi sono risibili (sotto i 10 euro), e - in tutta franchezza - ci permettiamo anche di dubitare dell’esattezza dei conteggi ricevuti. L’impressione è quella che il progetto non abbia dato i frutti sperati e che per questo sia stato abbandonato, nonostante la procedura di registrazione sia ancora attiva. Insomma, un’occasione persa.

    Una provocazione: e se fosse un portale di scommesse?

    Se è vero quanto abbiamo detto, cioè che la traduzione e l’espansione sui mercati stranieri è riservata solo a chi vende(rà) molto, in definitiva, al di sotto delle novità tecniche, non c’è molto di nuovo sotto il sole.

    Se prima erano le case editrici che sceglievano gli autori stranieri da lanciare in base al loro fiuto e alle vendite ottenute nei paesi di origine, nel mercato degli ebook è il singolo traduttore a rivestire il ruolo di talent scout, magari agevolato da apposite piattaforme messe a disposizione dai distributori, cioè sfruttando l’intelligenza collettiva.

    I limiti e le incognite di questo modello sono certamente molti. I modi in cui può concretizzarsi questo approccio sono molteplici. Oltre al contatto diretto fra singoli autori e traduttori noi auspichiamo la nascita di punti d’incontro online, magari annessi ai portali di distribuzione esistenti.

    Finora abbiamo fatto i conti senza l’oste, cioè i distributori, solitamente proprietari della tecnologia che permette di allestire le librerie online o di distribuire i libri nelle librerie già esistenti. I distributori guadagnano una percentuale in base alle vendite, e quindi hanno tutto l’interesse ad ampliare il più possibile il numero di libri presenti nelle loro piattaforme.

    L’opzione che ci pare più sostenibile è dunque quella di una sezione aggiuntiva inserita all’interno dei portali di distribuzione. Una sezione completamente autogestita in cui i traduttori «scommettono» sui libri che a parer loro (e del sistema) hanno le maggiori chance di successo e per questo motivo sono disposti a farsi pagare in royalties, anziché chiedere un compenso basato sulle parole tradotte.

    Si potrebbe considerare anche un modello «misto», in cui il traduttore percepisce un anticipo e successivamente le royalties pattuite. In questo scenario, il distributore non si accolla alcun rischio, ma persegue l’unico obiettivo di aumentare il proprio catalogo offrendo il servizio di traduzione come valore aggiunto per i propri utenti, senza scartare ovviamente la vendita diretta di servizi aggiuntivi (come il controllo e la correzione dei testi tradotti).

    Il portale dovrebbe strutturarsi come una comunità di autori e traduttori in cui i traduttori cercano di accaparrarsi i libri più venduti per avere le migliori probabilità di incassare royalties più cospicue, mentre gli autori spingono i loro libri affinché vengano scelti dai traduttori più «bravi» (quelli meglio valutati dagli autori che hanno già goduto dei loro servizi).

    Da qui in poi il discorso inevitabilmente si complica: si dovrebbero delineare la struttura e le caratteristiche di tale portale e - soprattutto - fare due conti per capire la redditività di un’operazione simile. È un esercizio che prima o poi faremo, magari anche in base ai commenti e alle opinioni ricevute.

    Se ti serve un traduttore per il tuo ebook, contattaci senza impegno

    Nota: articolo scritto originariamente il 07/01/2013 e aggiornato il 26/09/2019. Alcuni commenti potrebbe riferirsi a parti rivedute o corrette.

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